di Tonino Atella
Nel capoluogo pentro si è di poco superato il 50%, deprimente minimo storico e segno inconfutabile del progressivo distacco popolare dalla politica delle parole, dei litigi, dei personalismi e non dei fatti.

Ogni volta che si vota, fateci caso, nessuno perde ! Chi per un verso, chi per un altro e chi per un altro ancora al tirar delle somme sono tutti vincitori, stando alle dichiarazioni dei vari competitor. Una passerella incredibile, d’acchito divertente, ma che alla fine stizza ed indispettisce sulle varie tv regionali e nazionali per ascoltare lo stucchevole ritornello della vittoria a 360° di tutti. Questa volta però c’è qualcosa di nuovo e di sommamente pericoloso nell’aria postelettorale in prospettiva futura. C’è infatti un unico, indiscusso e vero vincitore “a braccia alzate”, ossia superiore, evidente al massimo e come tale chiarissimo per tutti, checché si dica ed a ben riflettere. Chi, ad Isernia come altrove nella Penisola, ha fatto man bassa a chiare note non di voti ma di tutt’altro, affermandosi nettamente ? Non questo o quell’altro partito o il determinato schieramento, bensì il signor … astensionismo ! Ed è cosa fuori dubbio, a ben pensare ! In effetti in giro per Italia ha votato all’incirca il 47% degli aventi diritto, con diversi punti percentuale in meno rispetto al recente passato. Ad Isernia, dove si è andati …”forti” in quanto a percentuale di votanti rispetto al resto dello Stivale, si è superato di poco il 50% degli aventi diritto ! E il resto, consistente, degli italiani e degli isernini in particolare, tutti a letto con la febbre ? Ma quando mai ! Tutti, si, rimasti a casa senza andare a votare, ma perché infastiditi, scocciati e disamorati della politica delle chiacchiere e delle parole, senza addivenire ai fatti, alle concretezze in tema di lavoro ai giovani, di nuovi investimenti, di vere politiche sociali e delle necessarie opere pubbliche perché la nazione cresca. L’italiano in genere, comunque la si voglia mettere, è scocciatissimo dei privilegi datati, degli appuntamenti mancati, dei personaggi immancabilmente in prima fila, delle realizzazioni non più avvenute, del lavoro che non si trova, di certe politiche che non pensano alle classi più bisognose ed ha preferito, aimé, soprassedere non andando a votare. Fatto positivo il non voto? Assolutamente no, in quanto attesta il disamore di tanti, di più della metà degli italiani verso le problematiche nazionali e locali.

E’ un “Fate voi ! Basta ! Mi sono scocciato !”, che non porta da nessuna parte e deve tantissimo preoccupare perché deleghe siffatte non è proprio il caso di affidarle a nessuno, men che meno a chi ci ha sin quì delusi e contrariati, ammesso che abbiano deluso e contrariato ! Perciò nessun sorriso, bensì preoccupazione seria per questo progressivo allontanamento del cittadino dai fatti di casa propria, probabilmente perché disamorati da princìpi e soggetti che lasciano ormai il tempo che trovano. Analogamente è da sottolineare concludendo con le amministrative isernine, perché la verità va sempre detta tutta in piena onestà di pensiero, la leggerezza del centrodestra pentro capace di perdere anch’esso “a braccia alzate”, cioè senz’ombra di dubbio iniziale, una volta partorito l’insano progetto di spaccarsi in due spianando la strada all’ancora esterrefatto ma contentissimo centrosinistra, lesto a raccogliere quanto volontariamente lasciato per strada in termini di voti dal centrodestra, tanto incredibilmente ed ostinatamente litigioso da perdere e rinunciare a tutto quanto in favore dell’avversario politico, pur di non far vincere l’ “amico” di parte ! E con tanta po po di roba in pentola, si voleva che la gente andasse a votare nel capoluogo della Pentria ? Una pretesa assurda, tant’è … !






























