di Tonino Atella
Un autentico “scambio di favori” tra una legislatura municipale pentra ed un’altra. Così in estrema sintesi l’appuntamento elettorale di domenica e lunedì scorsi nel capoluogo isernino, dove si tornerà alle urne tra 15 giorni per scegliere chi tra l’avv. Melogli(centrodestra) e l’ing. Castrataro (centrosinistra), separati al primo turno da pochi voti ed accreditati entrambi di percentuali superiori al 40%, debba governare la città per il prossimo quinquennio, dopo che i due hanno guadagnato il turno di ballottaggio a scapito dell’imprenditore Tedeschi (centrodestra), rimasto al palo col 15% all’incirca dei suffragi e quindi escluso dai giochi del secondo e decisivo round elettorale. Ma perché scrivere in apertura di “scambio di favori” ? Niente di illegale o sottobanco, sia chiaro, ma tutto alla luce del sole seppure a distanza di cinque anni tra il primo ed il secondo episodio, che sarà bene ricordare nei dettagli. La volta precedente il centrosinistra isernino aveva “in pugno” la vittoria, praticamente certa sulla carta, ma negli esponenti di vertice di tale area politica del tempo non si raggiunse l’accordo unitario necessario per individuare un candidato sindaco unico e si finì per frantumarsi in più raggruppamenti. Sornione ma attento e calcolatore il centrodestra di allora, che aspettò il maturarsi di litigi, personalismi e contrapposizioni nella vasta famiglia di centrosinistra pentra di cinque anni addietro ed alla fine calò il proprio asso unitario, rinsaldandosi compatto attorno al Gen. D’Apollonio, militare “prestato” alla politica, e riuscendo nell’impresa -sulla carta impensabile- di salire a Palazzo San Francesco in danno di un centrosinistra che avrebbe vinto a braccia alzate se solo fosse rimasto compatto. E veniamo allo “scambio di favori” maturato, a parti invertite, domenica e lunedì scorsi nei seggi pentri. Questa volta era il centrodestra ad avere la quasi certezza del successo elettorale amministrativo, ma esattamente come cinque anni prima ecco scatenarsi personalismi, individualismi, contrapposizioni ect. nella vasta famiglia di centrodestra della seconda provincia molisana ed ecco venir fuori “il favore” a parti invertite, servito su un piatto d’argento agli avversari. Il centrodestra isernino del 2021 non ha saputopresentarsi unitario, nessuno ha saputo cedere il passointelligentemente all’altro, nessuno ha fatto un passo indietro, nessuno ha tentato una sorta di avvicinamento all’altro al fine di ricompattarsi e riunirsi in vista della vittoria nel seggio elettorale e così inevitabilmente sono venuti fuori due raggruppamenti fieramente contrapposti, altrettanti candidati sindaci di centrodestra contro l’unico di centrosinistra ed alla fine … la frittata è risultata bella e fatta ! Di contro il centrosinistra, dopo i rumor iniziali di questo o quell’altro potenziale candidato sindaco di entrambi i sessi ma schierati apertamente con questo o quell’altro gruppo, formazione o partito di sinistra, ha saputo fare il fatidico ma utilissimo passo indietro rinsaldandosi unitariamente attorno ad un giovane professionista, classica new entry della politica isernina e tale da accontentare tutti, senza dispiacere alcuno ! Esattamente in quel momento “lo scambio di favori” è stato servito in tavola in pompa magna! Due schieramenti nel centrodestra contro l’unico unitario nel centrosinistra, che chiaramente ne ha approfittato per guadagnare il turno di ballottaggio, dove tutto e tanto può succedere ! Per confermare quanto si va scrivendo, basterà qui ricordare che sommando i voti di Melogli a quelli di Tedeschi si arriva a sfiorare il 60%, letti i risultati elettorali dei due fronti ultimi del centrodestra ! Cioè il centrodestra unitario isernino del 2021 avrebbe avuto saldamente in mano la vittoria e quindi l’amministrazione della città pentra. Ed invece niente ! Divisione, contrapposizione, personalismi, individualismi ect. l’hanno vinta alla grande, il centrodestra fieramente ed insanabilmente schierato su due fronti non è riuscito ad affermarsi al primo turno, ha restituito il precedente “favore” agli avversari politici (a ragione fieri del risultato raggiunto e a dir poco soddisfattissimi di quanto avvenuto !) e adesso deve rimboccarsi le maniche per cercare di rimediare alla propria leggerezza iniziale, affermandosi al ballottaggio. Ci riuscirà ? Beh, questa è proprio una bella e grande domanda, cui spetterà solo all’elettore isernino rispondere tra due domeniche ! Intanto c’é un dato su cui riflettere da parte di entrambi i fronti in lizza : ad Isernia ha votato poco più del 64% degli aventi diritto, una percentuale certamente bassa nonostante l’ “esercito” di candidati consiglieri disseminati nelle 16 liste in competizione che avrebbero dovuto portare tanti in più a votare ! Colpe e responsabilità locali o anche nazionali, visto come vanno o meglio come non vanno le cose nell’intera Penisola, tanto da demotivare ed allontanare sempre più la gente dal mondo poco comprensibile e tanto inaffidabile della politica nazionale ? Lasciamo al lettore tutto il tempo occorrente per pensare e dire la propria.






























