di T.A.
LE STORICHE “CIAMPATE DEL DIAVOLO” ALLA PORTA SUD DEL MOLISE, IN TERRITORIO ALTOCASERTANO
Una pagina di storia antichissima di circa 350mila anni addietro continua ad attrarre studiosi e visitatori nel Casertano Altissimo, più esattamente alla porta sud/ovest del Molise. Trattasi delle storiche “CIAMPATE DEL DIAVOLO”, 56 impronte umane fossili di piedi e mani di tre individui risalenti all’Homo Heidelbergensis. Il tutto, per chi desiderasse visualizzarle dal vivo di persona, trovasi in località Foresta del Comune di Tora e Piccilli (Caserta), a ridosso del vulcano oggi spento di Roccamanfina. In effetti, dai riscontri degli studiosi, deriverebbero dalla camminata di tre ominidi sulla lava vulcanica ancora ardente del vicino vulcano di Roccamonfina. E’ quanto attestato dall’arch. Paolo Miletto, docente di stratigrafia all’Università di Padova, che di persona volle esaminare il tutto, pervenendo a precise conclusioni scientifiche. Tali impronte di piedi e mani ricadenti nel Parco Regionale di Roccamonfina/Foce del Garigliano sono state considerate a lungo le più antiche mai rinvenute sino alla successiva scoperta delle impronte di Happisburgh in Inghilterra nel 2013. Perché tante impronte di mani e piedi concentrate in tale luogo ? Dopo ricerche ed approfondimenti gli studiosi hanno concluso che tre ominidi, mentre camminavano sulla fanghiglia calda, presero a scivolare, per cui si aiutarono con gli arti sia inferiori che superiori al fine di fermarsi. Così facendo lasciarono 56 impronte di mani e piedi, tracce rimaste ben visibili a seguito di un forte vento secco che asciugò il terreno, conservando nel tempo -ossia da 350mila anni- le impronte. Ognuna di tali testimonianze misura cm 10 x 20, sicché è stato calcolato che appartenessero ad ominidi dal piede 36 e dall’altezza di cm. 160. Perché definite LE CIAMPATE DEL DIAVOLO ? Trattasi di espressione dialettale per alludere ad impronte “demoniache”, arricchite ovviamente dalla tradizione popolare tendente a conferire particolare risalto ad avvenimenti in origine poco chiari e solo successivamente spiegati sotto il profilo storico, umano e scientifico. Tanto che ancora oggi si continua a parlare delle “CIAMPATE DEL DIAVOLO” a ridosso del vulcano spento di Roccamonfina nel Casertano altissimo a due passi dal Molise, impronte che continuano ad attrarre curiosi e studiosi per “ritrovare” gli antenati di 350mila anni orsono !































