di Luigi Venditti

Annosa e ormai non più procrastinabile è diventata la questione delle concessioni balneari che , in base alle norme europee, dovrebbero essere assegnate mediante gara ma che i Governi Italiani degli ultimi anni hanno rinnovato a più riprese , illegittimamente. La direttiva “Bolkestein” (Direttiva dell’UE 2006/123/CE) è una norma approvata già nel 2006 – ovvero ben sedici anni fa’ con l’obiettivo di promuovere la parità di professionisti ed imprese nell’accesso ai mercati dell’UE . Ma da anni l’Italia non applica queste direttive alle concessioni balneari e per questo ha ricevuto una pesante condanna da parte dell’Unione Europea . Da qultimo a novembre 2021 il Consiglio di Stato che è l’organo di ultima istanza della giustizia amministrativa ha stabilito che dal 2024 le concessioni balneari vanno messe a gara e che non sarà più possibile nemmeno per il legislatore concedere ulteriori proroghe dopo il 2023 . L’Italia infatti proprio a causa delle mancate recezioni di tale direttiva a dicembre 2020 ha subito l’apertura di una nuova procedura di ispezione per violazione delle direttive in oggetto e se la situazione non verrà cambiata il Paese rischia gravi sanzioni economiche.  La strada sin ora intrapresa dall’Italia e stata quella di aggiustare il contenuto delle direttive ma questo fin ora ha portato solamente allo scontro con le istituzioni comunitarie , all’apertura di procedure di inflazione ed al rischio di sanzioni economiche . Il contrasto è sorto perché la durata delle concessioni demaniali marittime disciplinate dall’Art. 1 commi 682 e 683 della legge N° 145/2018 che ha disposto la proroga di quindici anni a quelle vigenti . Ma la Commissione Europea ha chiesto che la direttiva Bolkestein con gli articoli 49 e 56 del Trattato Europeo con lettera di messa in mora del 3 dicembre 2020 ha avviato la procedura di ispezione n.4118/2020 . Il Governo Italiano con lettera del 4/2/2021 ha risposto affermando la sua conformità al diritto europeo . Stando in attesa quindi delle decisioni delle commissioni europee . In ogni caso le sentenze del Consiglio di Stato n° 17 e 18 del 9 novembre 2021 hanno richiesto la proroga difendendo gli effetti delle sentenze fino al 31/12/22 è sancito che le concessioni scadranno al 31/12/2023 .

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