di T.A.

Di barriere architettoniche il mondo, Molise compreso, è purtroppo pieno. Ostacoli indicibili ed insuperabili per i disabili fisici essenzialmente, per quanti si spostano in carrozzella e sussidi ortopedici, ma anche per anziani o mamme con le carrozzine e i loro piccoli all’interno. Si prenda Venafro, giusto per citare. Ce ne sono e quasi dappertutto di siffatte barriere architettoniche, ma alla stazione ferroviaria della città si tocca l’apice di siffatte difficoltà. Vetta rappresentata dal sottopasso pedonale con decine e decine di gradini alquanto alti per scendere e salire, se si deve passare dal primo binario al secondo o al terzo per salire su un treno in arrivo o in partenza. Se si è normodotati, senza problemi fisici o altro di extra, l’impresa del salire e scendere in tale sottopasso pedonale non è cosa semplice, dovendosi fronteggiare decine e decine di gradini. Se poi si hanno problemi fisici, pesi, valigie ed altro d’ingombrante e pesante, l’impresa diventa assolutamente improba se non addirittura impossibile. Si chiama telefonicamente il servizio apposito delle FS perché aiutino a scendere o salire da siffatto sottopasso? Se tanto è possibile, ben venga ! Ma se
siffatto supporto socio/assistenziale non esiste, il compito è decisamente arduo ed impegnativo. Gradini/barriere impossibili quindi alla stazione ferroviaria di Venafro e le proteste dei viaggiatori/utenti sono costantemente, ed a ragione, consistenti!

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