Jamie Dimon, l’amministratore delegato di JP Morgan, una delle banche d’affari più importanti del mondo, è abituato a scegliere con cura le parole che usa nei suoi discorsi. Presentando i risultati trimestrali della sua banca ha espresso forte preoccupazione per l’attuale congiuntura macroeconomica e geopolitica.  “Questo – ha affermato il potente banchiere – potrebbe essere il periodo più pericoloso che il mondo ha visto da decenni”.

“Attualmente, i consumatori e le imprese statunitensi rimangono in buona salute. Tuttavia, la persistente tensione del mercato del lavoro e i livelli di debito pubblico estremamente elevati, con il più grande deficit fiscale mai registrato in tempo di pace, aumentano il rischio che l’inflazione rimanga elevata e che i tassi di interesse crescano ulteriormente” ha spiegato facendo il punto sull’economia degli Stati Uniti, da cui dipendono le sorti del resto del mondo.

“Inoltre – ha proseguito – la guerra in Ucraina, a cui si aggiungono gli attacchi della scorsa settimana a Israele, potrebbe avere impatti di vasta portata sui mercati energetici e alimentari, sul commercio globale e sulle relazioni geopolitiche”.

redazione

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