di Tonino Atella

“Se la sanità pubblica regionale non intende o non può riutilizzarle, si vada verso la vendita o il loro fitto a privati, purché tornino di pubblica utilità arrestandone il progressivo deterioramento”, è l’opinione corrente a Venafro.

E’ un gran peccato, addirittura “fa male”, dispiace assistere al loro progressivo deterioramento, ripensando all’utilità socio/assistenziale delle stesse sino a qualche decennio addietro prima dell’abbandono e quindi dell’inarrestabile decadimento ! Trattasi delle diverse strutture medico/sanitario/ospedaliere di Venafro, costruite durante il secolo scorso (qualcuna sul finire dell’800), tantissimo utilizzate ma poi progressivamente messe da parte col risultato di avviarle in maniera inevitabile verso la rovina.

E nessuno che si decida una volta per tutte ad alzare un dito per riattivarle, rimetterle in circuito, riaprirle e tornare a renderle socialmente utili alla collettività. Né su tale disfacimento su alza una sola voce per il loro rilancio a nome dell’intera comunità venafrana e delle popolazioni confinanti che le avevano analogamente utilizzate e tantissimo apprezzate per i servizi resi. Niente da fare ! Tutto chiuso ed abbandonato in via Ospedale e nelle adiacenze dell’attuale SS Rosario ! Infatti sbarrato e ricoperto di vegetazione a josa, segno incontrovertibile del persistente abbandono, lo storico SS Rosario di Via Ospedale risalente tra fine ‘800 e primo ‘900! Altrettanto dicasi per l’ala di ampliamento realizzata tra gli anni ’80 e ’90 a ridosso dell’attuale pineta/parcheggio ! Stessa infelice sorte, ossia l’incuria più totale ed avvilente, per il nuovo laboratorio di analisi costruito a lato dello storico SS Rosario ed oggi mal ridotto !

Ovunque chiusure, sbarramenti, decadimento, distruzioni e negatività similari ! E dire che per risanare, ristrutturare, costruire ex novo e rilanciare siffatti complessi medico/sanitari erano state spese nel recentissimo passato montagne di denaro pubblico. Il risultato odierno di siffatti impegni finanziari pubblici unicamente un desolante cumulo di abbandono, deterioramento e progressiva distruzione. Ogni cosa cioè lasciata in balìa di intemperie, vandali e malintenzionati, e i risultati disastrosi purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. Al riguardo il pensiero dei venafrani :

“Si verifichi la fattibilità del riutilizzo a fini socio/sanitari di siffatti edifici, risanandoli, riaprendoli e servendosene per fermare il progressivo deterioramento in atto. Rappresentano la storia, peraltro bellissima, dell’assistenza medico/sanitaria di Venafro per cui è preciso dovere di tutti operare per il loro recupero funzionale”. E se tanto non fosse possibile, attesa la radicale trasformazione in atto dell’assistenza ospedaliera su scala nazionale e regionale? “A quel punto -aggiungono gl’interlocutori assai sensibili al discorso- non resta che pensare alla loro vendita a privati, o anche a fittarli, purché se ne arresti il decadimento e tornino di pubblica utilità e di interesse collettivo, offrendo servizi ed occupazione. E’ un peccato osservare tale deprecabile spettacolo di decadimento di complessi che nel recente passato hanno offerto assistenza, garantendo la salute di tutti. Perciò ci si rimbocchi finalmente le maniche per riaprire e rimettere in circuito in un modo o nell’altro, affinché noi contemporanei e le generazioni future tornino a fruirne”.

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