“Da Isernia ci si lamenta, a ragione, che non nasceranno più bimbe/i isernini a seguito della paventata soppressione di Pediatria e quindi del Punto Nascita al Veneziale. E che dire della situazione, abbondantemente più grave e penalizzante, del SS Rosario di Venafro dove addirittura da … LUSTRI né si nasce più, né ci si può curare, né tanto meno chirurgicamente operare dato il generale smantellamento di tutto quanto la struttura medico/sanitaria un tempo aveva ? Era infatti il SS Rosario, anni non lontani, l’unico ospedale pubblico del Molise ad avere i conti finanziari in attivo, intercettando tantissima utenza extraregionale di Campania, Abruzzo, Lazio ect., data la valenza medico/scientifica di quanti lavoravano nel complesso di Via Colonia Giulia a Venafro e la piena funzionalità dei servizi essenziali alla salute di tutti. Questo procurava alle asfittiche casse economiche della sanità pubblica molisana entrate finanziarie cospicue, consistenti e soprattutto extraregionali, grazie alle quali la sanità pubblica molisana “tirava avanti”, sopperendo ai deficit finanziari di altri nosocomi pubblici sul territorio regionale. Poi però un bruttissimo giorno menti particolari decisero di attivare mannaia, contrazioni, soppressioni, cancellazioni e tanto ancora in danno del “povero” SS Rosario, riducendolo al pochissimo attuale “Ospedale di Comunità” : ossia unità di degenza infermieristica, fisiatria, ambulatorio infermieristico e nulla più ! Risultati ? Utenza giocoforza sparita assieme ad unità, servizi, prestazioni e professionisti ed ospedale venafrano di fatto svuotato, tant’è l’attuale mortificante deserto che contraddistingue piani e stanze della struttura ! Una mazzata terribile, col risultato di cancellare di fatto lo storico e tanto prezioso -ricordata la pregressa domanda popolare- ospedale venafrano ! Tanto che per l’appunto sono LUSTRI che non si sente più il vagito di una neonata, di un piccolo al suo interno, quale segno bellissimo di vita e di futuro per l’intero mandamento venafrano ! Altro che timore che altrettanto avvenga anche al Veneziale, come paventato dal capoluogo di provincia ! Per l’ospedale venafrano è purtroppo tragica e continuativa realtà in piedi da anni ! Ossia non nascono più venafrani a Venafro ! Gran brutto destino questo del SS Rosario di Venafro, il cui totale sottoutilizzo ha di fatto lasciato scoperta -in quanto a sanità pubblica dell’emergenza- una vasta area del Molise dell’ovest ricompresa tra i Comuni di confine territoriale di Sesto Campano e Montenero Val Cocchiara nella quale vivono oltre 40mila molisani, i quali conseguentemente non fruiscono del diritto minimo e basilare della tutela della loro salute. In effetti oggi tutti costoro, oltre che privati del bellissimo e prezioso vagito dei neonati sulla loro terra, non hanno garanzia di alcuna forma di assistenza e medicina dell’emergenza ! Ciononostante, si abbia certezza, i molisani dell’ovest  intendono assolutamente resistere !”

I VENAFRANI PER VENAFRO, PROF. ANTONIO ATELLA

Articolo precedenteConi, torna la giornata nazionale dello sport. Eventi in 4 centri del Molise
Articolo successivoVenafro, migliori servizi idrici alle imprese: si allarga il comprensorio irriguo del Consorzio di Bonifica