Riceviamo e pubblichiamo.

Signori Politici e Sindacati,

chi scrive è un ex dipendente Ittierre, attualmente in mobilità dopo l’apertura del procedimento di licenziamento collettivo da parte del Liquidatore Giudiziale, per mancanza di presupposti e proseguire con la riduzione del personale di 542 unità.ittierre big1

Il verbale apriva a 542 persone la mobilità perché non c’erano possibilità e condizioni di rimanere e tenere in forza 542 dipendenti….rimanere sottolineo, e poi capirete perché …. Ad oggi ci ritroviamo di fronte all’approvazione di una proroga della cassa integrazione dei restanti…coloro che non hanno firmato il licenziamento collettivo come da accordo sindacale… 247 dipendenti per altri sei mesi.  Nulla contro i miei ex colleghi, anzi,  un in bocca al lupo perché legati ad un filo di speranza,  ma sorgono spontanee alcune domande, di cui molte già fatte dai miei ex colleghi nell’articolo pubblicato in data 11.02.2015. Una in particolare ancora merita ancora di essere approfondita. Dalla data frettolosa, impellente e convulsa considerata ultima e tassativa, il 25.11.2014, a due settimane successive, quando  è stata richiesta la proroga della CIGS per i 247 dipendenti presso il Ministero del lavoro, cos’è cambiato realmente senza acquirente e piano industriale? In data 05.11.2014 il Liquidatore Giudiziale provvedeva a procedere con il licenziamento collettivo perche’ non c’errano condizioni e poi in due settimane si sono trovate?  Perché le lettere di mobilità obbligatoria che dicasi dover inviare ai rimanenti  il 28 novembre sono state inviate solo a febbraio?  Ci fu, chiaramente, detto che se non andavamo noi in mobilita entro il 25/11/2014 , a parte la Fornero, l’azienda avrebbe comunque mandato le lettere di licenziamento entro pochi giorni al max entro dicembre, con tre mesi di preavviso e perché allora perdere un anno? Non c’erano le condizioni.  Era meglio andare in mobilita prima dell’entrata in vigore della legge Fornero. Le lettere, invece, sono state mandate a febbraio…il 3 aprile scadeva la cassa….Non so più se la matematica sia ….un opinione! Una fretta…muovetevi…muovetevi…si puo’ rischiare di non arrivare in tempo…un monitoraggio quotidiano, quasi un exit…appunto…pool. Assurdo come una persona possa, in momenti di confusione e poca chiarezza, farsi coinvolgere in stati d’ansia tali da firmare, perché a detta di chi ci rappresentava non c’erano assolutamente le condizioni per continuare, e  buttare all’aria anni e anni di sacrifici. Oggi ci chiedono in tanti di fare gli imprenditori con quali soldi? Ma pure con l’aiuto di interventi volti a questo! Ci si chiede cosa?????fare????  li’ fuori tutto e’ in crisi! Moda? chi e’ addetto al ramo sa che ci vogliono gli imprenditori, i brand , un ciclo completo e poi la ricollocazione? Siamo ex dipendenti in mobilità’ di eta’ media fra i 30/60 anni. Competenti, formati, professionisti, sicuramente, ma la carta d’identità e’ quella!  Precisando e premesso che non trattasi di polemica ma di giusta ed evidente delusione nei confronti di tutti quelli che dovevano ed avevano ill dovere morale ed etico di difenderci, di tutelarci, di portare avanti un gran numero e forse, in aiuto alla politica, ottenere davvero anche aree di crisi con questi numeri!, premesso che non abbiamo l’anello al naso, premesso che per alcuni la mobilita’ e stata la giusta via e una liberazione e salvezza dell’ “anima”, premesso che ne abbiamo vissute cosi tante di ingiustizie e ” eventi vomitevoli” tanto da capire di chi fidarci o no, premesso che si potrebbe sempre ripercorrere a ritroso la storia e …trovare anche cose non vanno e riportare il tutto al Ministero, premesso che io non ho voglia neanche di “spendere” piu’ un attimo prezioso della mia vita a capire chi vuol” deviare  il prossimo”,  preciso che a  nessuno piace perdere il proprio posto di lavoro, tanto meno a noi che l’abbiamo già perso,ma credo che come sia stato un atto dovuto procedere alla richiesta di proroga della cassa, sia un atto dovuto anche per noi caduti nell’astuto vortice psicologico avere delle risposte sul nostro futuro,ora ,immediate, senza aspettare i templi biblici della politica o di imprenditori che ci fanno la cortesia di mostrare interesse solo per salvare il momento e ..poi aspettano capitali pubblici..per procedere,  perché anche senza lavoro e senza risposte siamo comunque contribuenti regionali  ,senza alcuna agevolazione. La proposta semmai e’ quella di ridurre tasse e agevolare chi ora e’ in mobilita’ perché con 700 euro, e con impegni contratti contando su uno stipendio più alto, non si vive!  Da notare poi  …lo strano silenzio. …di fronte a questa ” vittoria”,  non abbiamo udito dichiarazioni sindacali tali da destare attenzione….forse nessuna grande vittoria? Forse vergogna o timore?  Un silenzio assurdo e assordante quando invece eravamo abituati  a dichiarazioni quotidiane, esilaranti dei sindacati . Forse non vogliono ” irritare” o forse non vogliono ammettere che non c’e proprio nessuna grande vittoria. Ma davvero non avete portato risultati a casa tanto che a Campobasso eravate e rimarrete in pochi. Di dipendenti ITTIERRE ne hanno persi per strada nel 2009 e ancora tanti nel 2015 per un totale di circa 550 totali. Che vittoria e’? Di Pirro? Se siete felici …allora beati voi…vi basta poco! Forse era un consumo eccessivo di energia portare a Roma 700/800 dipendenti da difendere. Una Terni in stile molisano. Credo che a Roma avremmo avuto un peso.  Le distanze quindi da coloro i quali dovevano e non hanno fatto. Alla politica, invece, chiedo davvero con il cuore di aiutarci perché trovarsi a non avere piu’ una dignità e un lavoro, un stipendio per mantenere la famiglia e’ decisamente umiliante . A loro chiedo, solo ed esclusivamente, ora, senza indugi, senza aspettare e senza più fare assistenza di muoversi perché fra un anno, due, tre sarà’ tardi e noi saremo davvero in mezzo ad una strada. BUONA PASQUA a tutti sinceri e non, che dentro l’uovo ci sia la sorpresa di …”.tanti tanti iscritti e tanti tanti imprenditori”.

Un ex dipendente Itr in mobilità , felice di esserlo perché libero! 
In attesa di azioni dalla politica e di lavoro. 
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