RIEDIFICARE LA CHIESA DELLA MADONNA DELLA LIBERA TRA GLI OLIVETI DEL CAMPAGLIONE DI VENAFRO
E’ L’IDEA DI TANTI VENAFRANI DOPO LA PROGRESSIVA SCOMPARSA, OGGI TOTALE E DEFINITIVA, DEL LUOGO DI CULTO TRA I MILLENARI ULIVI VENAFRANI
Un tempo, ed era tantissimo accudita e frequentata, c’era a Venafro la Chiesetta pedemontana dedicata a Santa Maria della Libera, o Madonna della Libera se si preferisce. Sorgeva tra i secolari ulivi del Campaglione, periferia nord/ovest dell’abitato, era stata costruita da sapienti mani artigiane in pietre e calce, constava di un solo essenziale ambiente e non superava i 50 mq. di ampiezza. Il classico luogo di culto rupestre, edificato tra il verde della collina. Era stato costruito su suolo privato probabilmente voluto dagli avi dell’ultimo proprietario dell’area, ma col trascorrere del tempo e sotto l’incalzare delle intemperie e dell’alternarsi delle stagioni aveva subìto progressivi decadimenti strutturali, sino a rovinare in gran parte a terra ! In effetti sino a qualche decennio addietro erano rimaste in piedi solo poche pietre perimetrali di tale modesto luogo di culto che, non più accudito come per il passato, era progressivamente scomparso, cancellato appunto dal tempo ! Oggi, qualcuno ne prende a riparlare. “Sarebbe bellissimo e ricco di significati religiosi, sociali ed umani -afferma una professionista di Venafro- tornare ad avere la Chiesa della Madonna della Libera al Campaglione ! Era piccolo, semplice, essenziale ma assai caro e tantissimo amato dai venafrani dei decenni trascorsi l’antico luogo di culto dedicato a S. Maria della Libera al Campaglione, punto di fede, preghiera e riferimento per tutti. Sarebbe magnifico ricostruirlo e tornare a disporne per una preghiera ed un momento di raccoglimento !”. Tesi, questa, condivisa da tanti a Venafro, per cui la si gira a chi di dovere. In primis agli attuali neo proprietari dell’area olivetata del Campaglione dove prima sorgeva la chiesetta della Madonna della Libera in tema, al fine di verificarne la possibilità di tornare ad erigerla in punto di fede cristiana popolare. Al riguardo una idea : se ricostruire la chiesa in muratura tra i millenari uliveti è tecnicamente impossibile date le correnti disposizioni in materia di edificazione di luoghi di culto in aree protette come è appunto lo storico Campaglione di Venafro, perché non verificarne la possibilità di erigere nella stessa zona un seppur piccolo luogo di culto in legno, all’unisono con panche, tavoli e palizzate in legno presenti nelle immediate vicinanze ed allestite dal Parco Regionale dell’Ulivo di Venafro che gestisce l’intera olivetata alla periferia ovest venafrana ? Sarebbe tantissimo ! Ergo, riflettere per decidere il da farsi.
T.A.






























