di Luigi Venditti

In un panorama politico in continua evoluzione, con problematiche economiche che condizionano ogni decisione politica, abbiamo approfittato della disponibilità dell’Avv. Emanuela Fancelli, Direttore di Radio Centro Musica, per una riflessione imparziale sull’Italia di oggi. Lontana dalla politica attiva, l’Avvocato ogni settimana si confronta con esponenti politici appartenenti ai vari partiti e movimenti politici, intervistandoli nella trasmissione L’Opinione, da lei stessa condotta.

Buongiorno Avvocato, intanto grazie per aver accolto l’invito di rilasciare questa intervista.

Sono io a ringraziare voi, conoscendo la serietà di Futuro Molise.

Avvocato, nella trasmissione da lei condotta, pur cogliendo il suo pensiero sulle problematiche di volta in volta affrontate, dall’immigrazione alla crisi economica, dalla scuola alla giustizia, per non parlare del sistema di tassazione, ho riscontrato una imparzialità non comune in programmi come quello da lei condotto.

L’Avv. Emanuela Fancelli con il dott. Stefano Andreotti

Nuovamente grazie. A me piace il confronto costruttivo perché soltanto ascoltando un’idea, un progetto o un’opinione, dall’inizio alla fine, posso valutarne la fondatezza. Approfitto dell’occasione per ringraziare tutti gli ospiti intervenuti in questi anni a L’Opinione per la disponibilità ad illustrare le proprie posizioni e soprattutto per aver ascoltato, con il massimo rispetto, quelle altrui, spesso diametralmente opposte. L’imparzialità che lei mi riconosce deriva dall’interesse per gli argomenti trattati e dalla stima per coloro che sono miei ospiti; senza remora alcuna, manifesto la mia condivisione a provvedimenti, leggi o proposte, a prescindere dal colore politico che hanno. Mi sento assolutamente libera in questo. Voglio ricordare puntate nelle quali erano ospiti, ad es., l’On. Alessandro Giglio Vigna, l’On. Sergio Battelli e l’On. Guido Pettarin, oppure l’On. Romina Mura, l’europarlamentare Alessandro Panza e l’On. Tucci, o ancora il sen. Dario Damiani con l’on. Alessandro Giglio Vigna, l’On. Piero de Luca e l’On. Giuseppina Occhionero.

L’Avv. Emanuela Fancelli con l’On. Alessandro Giglio Vigna (Lega Salvini Premier)

Di recente è stato pubblicato un suo articolo sul futuro dell’Italia. A fronte di sondaggi che penalizzano partiti un tempo sulla cresta dell’onda, premiandone altri, con Fratelli d’Italia e Partito Democratico a contendersi il primato, Forza Italia più o meno stabile ed altri nuovi all’orizzonte, quali novità ci riserva l’autunno?

Come ha ben detto, si fanno sondaggi ed il sondaggio è necessario, anche se, quando si susseguono senza sosta, questi rischiano di non cogliere appieno la realtà, apparendo quasi strumentali ad indirizzare l’opinione pubblica piuttosto che a registrarne il sentito attuale. In politica servirebbe la sfera di cristallo, mai come in questi ultimi due anni abbiamo vissuto l’imprevedibile. La mia opinione è che con le prossime elezioni si premieranno o puniranno la coerenza, l’insieme delle decisioni prese e degli atteggiamenti dei vari leader emersi in questi ultimi tempi e credo che non sarà il singolo episodio ad essere giudicato. La nascita di nuovi partiti o movimenti non mi sembra un fattore negativo, perché è indice di democrazia; piuttosto palesa la ricerca di qualcosa di nuovo.

 

L’Avv. Emanuela Fancelli con l’On. Matteo Dall’Osso (FI)

Avvocato, prendendo spunto da una delle puntate della trasmissione L’Opinione, da lei condotta su Radio Centro Musica, immediatamente, senza giri di parole, al tema “futuro” associa quello di “Presidenzialismo e Federalismo”. Pensa che l’attuale forma di Governo sia superata e sia necessario un radicale cambiamento? 

Senza giri di parole, la mia era una riflessione nata sulla scorta dell’ultimo Referendum, quello sulla Giustizia, e delle ultime amministrative, invitando ad una riflessione più generale. Non si tratta di sposare una particolare proposta, ma di sollevare dubbi. Vede, si è parlato di Presidenzialismo in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica, ma, all’indomani del Mattarella bis, nuovamente il silenzio. Nei giorni precedenti e successivi al Referendum e alle amministrative, ma solo in quei giorni, ci siamo profusi sull’importanza dell’informazione, sul disinteresse dei cittadini, in accuse, più o meno fondate, contro il sistema della stampa e televisione, ma dopo? Il silenzio. A me interessava che questi eventi divenissero uno spunto per una profonda riflessione non fine a se stessa. Il dato di fatto è un diffuso disinteresse e sarebbe opportuno indagarne il motivo e le conseguenze.

Quindi ritiene che la forma di governo Presidenziale possa riavvicinare alla politica i cittadini?

E’ la riflessione che sollecito ai lettori del mio articolo. Di riforma in riforma, ad oggi, la nostra legge elettorale suscita non poche perplessità ed è una delle principali cause del crescente astensionismo. Il Presidenzialismo consente ai cittadini di scegliere il proprio Presidente, investendo di maggiori poteri e responsabilità chi viene eletto, anzi scelto, e qui la mia polemica forse non è così velata. Ritengo che il diritto di voto non si esaurisca nella cabina elettorale perché, a me per prima, non interessa se non ho la convinzione che il mio voto, espressione di una scelta, avrà un peso e sarà rispettato. Il disinteresse alla politica è in realtà arrendevolezza nella convinzione, ben più grave, che il proprio voto non serva a nulla. Questa è l’espressione più comune e la più pericolosa. La domanda giusta non è se il Presidenzialismo riavvicini i cittadini alla politica ma se, con questa forma di Governo, il cittadino possa riacquistare il proprio potere politico, perché, scegliendo il Presidente, non si ritroverà Premier che, a prescindere dalla competenza, non ha mai votato.

L’Avv. Emanuela Fancelli con il Sen. Manuel Vescovi (Lega Salvini Premier)

Nell’articolo in questione non era possibile illustrare l’intero disegno di legge costituzionale,
che peraltro è stato sottoscritto da politici appartenenti a diversi partiti, ma è evidente che cambiare la forma di governo implica tutta una revisione della Costituzione di ampia portata che andrebbe a modificare l’attuale equilibrio tra i poteri. Mi chiedo chi, partendo dai vertici delle Istituzioni e poi a scendere, sia realmente pronto a questo cambiamento. In proposito invito a leggere DDL in questione per avere un’idea personale in proposito.

Avvocato, il futuro dell’Italia richiede necessariamente un cambiamento a livello politico?

Richiede un cambiamento punto. Se l’autonomia del territorio è funzionale alla ripresa, ben venga. Vede, se qualcosa non funziona, questa si cambia, si cerca una alternativa. Con ciò non appoggio i facili entusiasmi, anzi c’è proprio la razionalità alla base di questo mio convincimento. E’ innegabile che la situazione economica che stiamo vivendo, allarmismi a parte, richieda interventi a breve e lungo termine perché, e riporto un pensiero espresso dall’On. Brando Benifei durante un nostro confronto, l’Italia ha bisogno di “fare riforme e progettare per far ripartire il Paese”, senza dimenticare le aree apparentemente più marginali.

Avv. Fancelli con On. Brando Benifei, Europarlamentare del PD durante una puntata de L’opinione

A mio avviso, infatti, le occasioni di crisi rappresentano per alcuni una opportunità, e non mi riferisco alle speculazioni, per altri invece la rovina e qui è necessario l’intervento dello Stato. Personalmente ritengo che la partenza sia l’abbassamento del cuneo fiscale: una minore pressione darebbe all’economia quella spinta necessaria alla ripresa. Il concetto è stato ben illustrato da molti degli ospiti della trasmissione, come Francesco Cavallaro, il Segretario Generale della Cisal. In modo semplice penso che una maggiore disponibilità si tradurrebbe in un immediato maggior consumo, in un pranzo in più al ristorante, nell’acquisto di un vestito o di un libro senza tanti pensieri, in una gita nella città vicina, con la soddisfazione ed il guadagno per tutti. Ovviamente non guardo alle grandi manovre economiche, ma al quotidiano perché ragiono da cittadina qualsiasi, da libero professionista che vive alcune situazioni e ne ascolta altre dalle parole dei propri assistiti, ragiono da consumatrice e da mamma che si confronta mentre è in fila al supermercato o aspetta fuori dalla scuola, quindi sono pronta a subire le critiche degli esperti.

Avvocato, è noto il suo impegno nel sociale, quali sono le iniziative a cui tiene di più?

Come Presidente del Centro Studi Akhenaton, associazione di beneficienza, appoggio e condivido le iniziative degli associati, siano donazioni o liberalità di vario tipo, ma anche di altre associazioni, nei settori più diversi, con comune denominatore l’attenzione per il prossimo, perché la solidarietà non deve avere connotazioni politiche, né confini perché la solidarietà può cambiare il mondo.

L’Avv. Emanuela Fancelli con il dott. Francesco Cavallaro, Segr. Gen. CISAL

Da sempre l’aiuto disinteressato sopperisce alle carenze delle Istituzioni; questo non vuol dire arrendersi allo stato di fatto, anzi è un duplice incentivo, per il privato ad operare nel sociale, per i nostri politici ad adottare provvedimenti che siano un aiuto concreto, siano cioè efficaci ed efficienti e non si risolvano in astratte previsioni di diritti. Condivido, ad es., la posizione dell’On. Dall’Osso sulla necessità di leggi specifiche a tutela dei disabili, perché situazioni particolari richiedono interventi mirati.

L’Avv. Emanuela Fancelli Presidente del Centro studi Akhenaton

Avvocato, mi ha confidato, prima che iniziassimo questa intervista, di essere impegnata nella stesura di un articolo ispirato da un libro che ha recentemente letto e le è particolarmente piaciuto. Quale scrittore è riuscita a colpirla così profondamente?

Per ora non le svelerò il titolo, limitandomi a dirle che conosco lo scrittore, che il libro è di quelli che ti tolgono il sonno e sei dispiaciuto quando arrivi all’ultima riga. Mi trattengo dall’aggiungere altro, ma, per giocare con la sua curiosità, le riporto ciò che è scritto sul web: “E’ una autobiografia con resoconti di una vita che è la storia di una generazione che creò un nuovo ordine economico politico”.

Avvocato, lei è solita salutare i suoi ascoltatori con una frase che le sta a cuore, ce ne può regalare una anche per i nostri lettori?

E’ vero, sono solita ricordare il mio motto “il sapere non condiviso perde di valore” e vorrei renderle omaggio con una frase di Moravia: “Quando le informazioni mancano, le voci crescono”. Grazie 

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