Riceviamo e pubblichiamo articolo inviatoci dal collega Tonino Atella.

“BASTA -AFFERMA SPAZIENTITO L’UOMO- SORBO DEVE SMETTERLA DI PARLARE DI NOI FACENDO POLITICA E DEMAGOGIA, MA PASSARE AI FATTI ! IO E MIA MOGLIE STIAMO VIVENDO A 8° SOTTO ZERO ED IL COMUNE NON SI DECIDE AD INTERVENIRE. VOGLIO SAPERE CHI A VENAFRO STA PEGGIO DI NOI ! E’ DISUMANO QUANTO CI STA CAPITANDO DA UN ANNO, SENZA CHE PREFETTO D’ISERNIA, GOVERNO REGIONALE E COMUNE DI VENAFRO INTERVENGANO ! CHIUDIAMO GIUSTIZIA E UN ALLOGGIO POPOLARE, CERTAMENTE DISPONIBILE A VENAFRO”.

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Durissimo sfogo di Pasquale, “il baraccato” di Venafro assieme alla moglie Paola, invalida e cieca civile, da un anno costretti a vivere tra quattro lamiere in un oliveto del Campaglione non avendo dove altro andare. La rabbia dell’uomo è senza peli sulla lingua, assai profonda ed ha come bersaglio il sindaco di Venafro, Sorbo. “Basta -attacca Pasquale gridando con tutta la forza che ha in corpo- deve smetterla Sorbo di parlare di noi, facendo politica e demagogia. Io e mia moglie stiamo vivendo a 8° sotto zero e il Comune di Venafro, per volontà di Sorbo, non si decide ad intervenire in nostro soccorso. Voglio sapere, perché ne ho pieno diritto, chi a Venafro sta peggio di noi, tanto da meritare un alloggio popolare ! Mi si diano risposte chiare e immediate, ma soprattutto si smetta di affermare che quanti si interessano al nostro caso lo fanno per fini politici. Sono falsità date in pasto all’opinione pubblica, per coprire le proprie colpe e inadempienze. Volontari, organi d’informazione e privati cittadini ci sono vicini per spirito socio/umanitario, non certo per quanto continua impropriamente ad affermare Sorbo. Io e mia moglie diciamo solo che è disumano quanto ci sta capitando da un anno (è da gennaio 2014 che “I Baraccati” vivono tra quattro lamiere al Campaglione senza wc, senza energia elettrica e senza riscaldamenti, ndc), senza che Prefetto d’Isernia, Governo Regionale e Comune di Venafro intervengano a nostro favore. Noi chiediamo giustizia e soprattutto un alloggio popolare a Venafro, certamente disponibile. Ci risulta infatti che in città ci sono case assegnate ma disabitate, ed altri alloggi addirittura solo parzialmente abitati nel corso dell’anno. Chiudo con una puntualizzazione. Ci si incolpa di andare la mattina al bar a prendere un caffè e che il sottoscritto compra mezzo sigaro. Questi sono fatti nostri, che non riguardano gli altri. Certo, fumo il sigaro e bevo il  caffè quando e se ho i soldi. Viceversa ne faccio a meno ! Ma ripeto sono questioni nostre personali, che non devono riguardare tutti gli altri”.

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