Il suo piacere a presentare personalmente i testi altrui che stampava con la propria casa editrice ed a fornire foto della sua collezione privata.

“Quanne iesce ru sole, iesce pe tutte quante”. Così il titolo del significativo omaggio ad Enzo Nocera, giornalista, editore ed amante del Molise popolare e del suo bellissimo dialetto espressivo, ad un anno dalla scomparsa. E’ quanto hanno ritenuto di mettere in atto alla biblioteca comunale di Macchiagodena coloro che lo conoscevano apprezzandolo, ma anche giovani molisani che ne hanno solo sentito dire, condividendo a loro volta percorsi, idee ed energie del poliedrico personaggio bifernino.

Nella circostanza si sono attivati quelli del Teatro Accademia Musicale “Il Pentagramma”, ossia Ave Venditti, Marco Muccilli, Rita Gianfrancesco, Sabina Iadarola e Teresa Cappussi, con la regia di Eva Sabelli e Luca Ventura e le musiche di Antonio Scioli. Dello scomparso sono state sottolineate qualità quali “pioniere dell’editoria molisana, visionario, intellettuale di rango, appassionato d’arte, storia, narrativa, poesia  e di quelle tradizioni popolari che sono il percorso  della rinascita della cultura molisana”, come si legge nel manifesto dell’iniziativa. Di Enzo Nocera, editore a tutto tondo e che amava presentare personalmente i libri della propria casa editoriale stampati per conto di altri corredandoli anche di foto uniche di sua proprietà, piace ricordare tra i tanti lavori editoriali commissionatigli il testo dello scrittore Tonino Atella di Venafro, “Emozioni”, edito nel 2009 per dire delle forti emozioni vissute dai venafrani dopo il furto sacrilego dell’86 del Busto Argenteo del Patrono San Nicandro, splendida opera della Scuola Orafa Napoletana del’600 mai più recuperata. Particolare da sottolineare : sulla copertina del testo, é riportata l’immagine del Busto argenteo rubato, foto della stessa collezione privata del Nocera, che chiese all’autore -il quale accettò volentieri- di pubblicare sulla stessa copertina del lavoro. Enzo Nocera, uomo semplice ma amante delle cose belle. E quel pomeriggio nell’affollata Sala della Giustizia di Castello Pandone a Venafro, dove venne presentato il testo, Enzo Nocera introdusse i lavori, soddisfattissimo di quanto aveva dato alle stampe per conto dell’autore venafrano e delle numerose presenze in sala.

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