Sono ancora al lavoro gli inquirenti per individuare la natura dell’incendio divampato all’interno della Molise Dati lo scorso 3 gennaio. Al momento l’unica motivazione plausibile, che avrebbe dato lo start alla combustione di uno dei due gruppi di continuità, la scarsa se non addirittura assente manutenzione, almeno in questo ultimo periodo, in particolare dopo l’ enorme sforbiciata del governo Frattura al finanziamento pubblico di oltre 4 milioni di euro a fronte degli 8 di anni precedenti alla partecipata regionale.
L’apparecchiatura andata a fuoco, forse, per surriscaldamento del vano batterie è abbastanza vecchia, risale ai primi anni del 2000 e sembrerebbe che già in passato aveva dato problemi. I due gruppi servivano per dare corrente elettrica ai server nel caso in cui mancasse elettricità sul territorio, scongiurando ipotesi di black out dei sistemi. Non si è, però, fatto il conto con l’autocombustione dello stesso gruppo di continuità. Al momento si esclude, dunque, la natura dolosa.
La conta dei danni non è ancora iniziata. Nel lungo elenco sicuramente ai primi posti compare l’assenza di mobilità attiva nei presidi sanitari molisani, non potendo l’utenza extra regionale effetturae prenotazioni.
In tilt ancora il collegamento internet degli uffici regionali e di alcuni comuni.
Sicuramente il direttore generale, Giovanna Fanelli e il responsabile alla manutenzione, l’architetto, Cinzia Benevento, sono al lavoro insieme a tecnici per ripristinare il prima possibile il sistema informativo.
Certo è che se non si fosse tagliato magari sulla manutenzione, sulle risorse umane necessarie che peraltro erano al lavoro per mettere a punto un sistema alternativo di sicurezza delle fonti informative, utilizzando il cosiddetto business continuity o il disaster recovery forse e, ovviamente il condizionle è d’obbligo, ci si risparmiava un bel disastro economico e sociale.
Carla Ferrante






























