Dall’ ironico appello di un titolare d’azienda che ha subito prelievi di campioni elettrici, da un reparto ispettivo della camera di Commercio di Campobasso, si possono trarre diversi spunti di riflessione.
Riprendiamo una mail inviataci in redazione da una nota azienda molisana attiva nelle elettro forniture.
La quale, parrebbe essere stata presa di mira da mesi da controlli continui, da parte di organi preposti: Finanza, Ispettorato del Lavoro etc.
Fino a questo punto, data l’esiguità delle aziende che funzionano ancora e che reggono personale assunto, con i noti problemi di tassazione, parrebbe normale che non sapendo dove andare, le ispezioni si rivolgano nella direzione di chi esiste e continua a credere in questo territorio, ma non dovrebbe essere premiato chi ha la forza di combattere e di restare ancora in Italia?
I responsabili di questa azienda scrivono: “I controlli ispettivi continuano imperterriti! Ci fa piacere che venite sempre da noi, ma una domanda sorge spontanea: dagli “amici orientali” ci passate?”
Questa scanzonata, quasi ironica asserzione, cela un concreto disappunto e interrogativo, scaturito dall’ennesimo controllo che non giunge dai citati organi preposti ai naturali accertamenti fiscali e tributari alle aziende. Uno strano prelievo di campioni elettrici è stato effettuato dalla Camera di Commercio di Campobasso ad una filiale dell’azienda elettrica a Termoli, da un reparto ispettivo che ha lo scopo di individuare, a quanto pare, prodotti non a normativa europea. I campioni prelevati con tanto di distinta e di rilascio di ricevuta e naturalmente “non pagati” saranno oggetto di analisi di laboratorio.
In tanti anni è la prima volta – ci informa un responsabile dell’azienda – che si subisce un controllo di questo tipo. Quindi dopo Finanza, Nas dei Carabinieri etc. anche la Camera di Commercio può effettuare controlli sui prodotti al fine di stabilirne la provenienza e la legittimità della commercializzazione.
A questo punto come non condividere l’affermazione dei vertici aziendale: “dagli “amici orientali” ci passate?
Infatti da Venafro a Termoli ci sono migliaia di metri quadrati dedicati alla vendita di prodotti cinesi e se si volesse prelevare un campione per tipo dell’esagerata mercanzia in esposizione, forse qualche marchietto “CE” non proprio a norma si troverebbe?
In sintesi, quello che si chiede è un’equa distribuzione dei controlli.
Se un’attività è ancora in piedi, visto i tempi bui che la nostra economia sta vivendo; le centinaia di chiusure e di disperazione dei titolari, in alcuni casi letteralmente sul lastrico. D’altro canto, si intensificano i controlli nella direzione di chi stenta a mantenere le maestranze e tenta di resistere.
Come si può rilanciare l’economia in questo modo?
La Camera di commercio non dovrebbe tutelare i commercianti anche dalle invasioni straniere?
No, questo non avviene, o semplicemente non importa un fico secco a nessuno. In questo caso, come non mutuare il detto popolare “cornuti e mazziati ?”
L’oriente ci invade, ci fa concorrenza, talvolta sleale e a subire controlli sono le aziende italiane super certificate. Viva l’equità, pardon dimenticavamo: siamo in Italia!
Reporter One
































