di Nibbio
Situazione strade e trasporti in Molise? Stendiamo un velo pietoso. I fondi per viabilità e rete ferroviaria ci sono, ma, probabilmente, rimangono chiusi nel cassetto in attesa delle future campagne elettorali.
In questi giorni diverse segnalazioni e lamentele sono giunte in redazione dagli automobilisti che ogni giorno percorrono la rete stradale molisana. Ancora una volta viene lanciato l’allarme sullo stato, troppe spesso disastroso, nel quale versano molte strade regionali. Per i molisani le nostre arterie viarie sono sempre più a rischio incidente, soprattutto a causa dei manti stradali danneggiati per l’assenza di un’adeguata attività di manutenzione. Proprio a causa delle buche e della situazione di dissesto, tanti automobilisti hanno rischiato di rimanere coinvolti in un incidente.
Non è la prima volta che affrontiamo l’argomento, ma tutti gli appelli che vengono lanciati, cadono sistematicamente nel vuoto. Proprio la cattiva manutenzione dell’asfalto e le conseguenti buche che si vengono a formare sempre più di frequente rappresentano l’elemento più pericoloso per la sicurezza stradale. Nonostante ciò, gli interventi per aumentare la sicurezza della rete viaria molisana tardano ad arrivare e, se si decide di intervenire, lo si fa nel peggiore dei modi creando altri problemi.
Per migliorare le condizioni del manto stradale occorre chiudere le buche e utilizzare asfalto drenante, aumentare i controlli su strada da parte delle forze dell’ordine e adeguare la segnaletica stradale. In questi anni, si sono fatti tanti annunci e sciorinato tante cifre importanti per gli interventi di messa in sicurezza delle strade, ma cosa di è fatto in concreto? Poco o nulla. Ed è meglio glissare sulla situazione viadotti, servirebbe un capitolo a parte.
Il non passare dalle parole ai fatti, ha generato una situazione diffusa di dissesto di cui oggi paghiamo le conseguenze. Siamo arrivati a dover chiudere delle strade importanti perché non in grado di garantirne la fruibilità in sicurezza. Buche e deformazioni del manto stradale rientrano, ormai, nella normalità. Ci si convive e si cerca di essere prudenti per non rischiare la vita. Serve un piano straordinario, la nostra regione deve rimettere in sesto e in sicurezza la rete esistente, prima che questa collassi definitivamente.
I fondi, ci sono, per cui è ora mettere in sicurezza il nostro patrimonio stradale senza perdere altro tempo. Se le strade piangono la rete ferroviaria non ride. La tratta Campobasso-Roma rimane una delle peggiori d’Italia. L’odissea che vivono i pendolari molisani ogni giorno non fa più notizia, c’è chi ormai è rassegnato e affronta ogni viaggio facendo gli scongiuri.
Anche per il settore ferroviario sono state spese tante belle parole e annunciati cambiamenti, ma ad oggi, nulla di nuovo si è visto all’orizzonte. Dopo le comparsate e le promesse di Trenitalia che garantirono per il Molise l’elettrificazione delle linee e nuovi treni, restiamo ancora in attesa dell’evolversi della situazione. I 50 milioni di euro stanziati dal Cipe, che si aggiungevano ai 30 milioni previsti nel Patto per il Molise, dovevano servire per l’elettrificazione degli 80 chilometri della tratta Campobasso-Isernia-Roccaravindola. Un cambiamento radicale che avrebbe dovuto comportare benefici per i molisani e in particolare per i tantissimi che dal capoluogo raggiungono Roma.
I lavori dovevano partire dopo la firma della convenzione tra Regione Molise ed RFI, ma al momento non ci sono né una data di inizio né di fine dei cantieri, ma quel che è certo è che la rete ferroviaria regionale è destinata a non cambiare nel breve periodo. Linea Campobasso-Termoli, attualmente il servizio è sospeso e sostituito con autobus. In futuro, se ci saranno finanziamenti si potrà intervenire. C’è solo una certezza, le tariffe aumentano e i molisani pagano per un servizio da terzo mondo.
Per la famosa metropolitana leggera Matrice-Campobasso-Bojano, invece, sono stati spesi 23 milioni e mezzo si euro per il primo lotto. C’è chi pensa che si tratta di un’opera pubblica necessaria e utile e chi pensa che è solo l’ennesimo sperpero di soldi pubblici. Un progetto che ha suscitato tante polemiche e sul quale è calato il silenzio. Nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa c’è ancora una verità italiana: tutto cambia perché nulla cambi. Ossia: se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è; se tutto rimane com’è, tutto può cambiare interiormente. Nel frattempo: Tiremm innanz!






























