di Christian Ciarlante

Se vogliamo affrontare il domani con ottimismo, dobbiamo avere una visione di futuro. E’ necessario agire in maniera tempestiva per non trovarsi indietro rispetto alle altre regioni. L’emergenza sanitaria non è una scusa plausibile per rinviare, non possiamo permetterci di rimanere nel limbo di un tempo sospeso.

E’ in gioco la tenuta sociale del Molise: non è più tempo di rinvii, serve aprire subito un confronto con le parti sociali, con il mondo delle imprese; in questa fase delicata, è vitale ascoltare tutti e fare tesoro di ogni contributo utile alla ripartenza.

Quando supereremo la pandemia, ci attende un’altra emergenza non di poco conto: quella economico-sociale. La bomba sociale sta per esplodere. Cosa accadrà con la fine del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione Covid? Quali misure intende mettere in campo il governo regionale per non farsi trovare impreparato?

In questa regione non si parla più di lavoro, ma le vertenze sono tutte aperte, i problemi sono ancora lì sul campo. Ci sono centinaia di lavoratori che attendono risposte, che vogliono sapere cosa accadrà a fine marzo del 2021. L’assessore regionale al lavoro è un fantasma come il suo predecessore: né si vede né si sente.

Il “Decreto Rilancio” offre alla nostra regione un quadro di prospettive per poter incidere in maniera determinante in favore dell’occupazione, delle attività produttive e per il contrasto dell’impoverimento sociale ed economico, a partire dalla prossimità dei nostri territori, dalle aree interne da trasformare e valorizzare come luoghi di interesse per l’offerta turistica post Covid.

Una grande opportunità che, però, deve essere accompagnata da un Piano regionale ambizioso, efficiente, ma soprattutto efficace: non la solita bolla riempita con sterili chiacchiere.

Le risorse per il Mezzogiorno provenienti dal Recovery Fund, circa 70 miliardi di euro, si andranno ad affiancare e quelle ordinarie già previste nel Piano Sud 2030 e ai maggiori investimenti dei Fondi strutturali, per circa altri 73 miliardi di euro. La fiscalità di vantaggio per il Sud deve accompagnare le misure messe in campo per produrre effetti sull’occupazione e gli investimenti nelle regioni meridionali“. Queste le parole pronunciate lo scorso agosto dal ministro Provenzano.

La Regione deve avviare un confronto chiaro con il governo sulle condizioni da garantire al Molise per la qualità dello sviluppo, gli investimenti, le infrastrutture, i trasporti e, nell’attuale fase, per prevedere misure di contrasto alla povertà regionale, senza tralasciare azioni per tamponare lo spopolamento e la desertificazione del nostro territorio.

Le risorse ci sono, ci sono gli strumenti: non lasciamoci sfuggire l’ultimo treno per uscire dal “feudalesimo”. Dobbiamo creare tutte le condizioni per poter operare bene e subito: non possiamo sprecare questa grande opportunità.

Anche i molisani hanno il diritto di potersi costruire un futuro, i giovani in primis, e finalmente abbiamo una chance di riscatto; il dovere di tutti, non solo del governo regionale, è di lavorare per non sprecarla.

Se questa classe politica non é in grado di affrontare una sfida di tale portata, lo dica ora e si faccia da parte senza perdere altro tempo prezioso.

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