Recentemente, il Molise ha assistito a un evento inquietante nel panorama della sanità regionale: la firma, avvenuta in gran segreto, di un protocollo legato alla rete ictus da parte dei commissari. Questo atto, che si rifà al controverso decreto commissariale 100, modifica profondamente un sistema già fragile, presentato solo pochi mesi fa e validato dal Tavolo Tecnico.

Il tutto è avvenuto nel silenzio più assoluto, lontano da occhi e orecchie indiscrete, alimentando sospetti di premeditazione. Nonostante la significativa portata di questa decisione, non sono stati comunicati dettagli essenziali: importi, termini economici, e conseguenze per i pazienti restano avvolti nell’oscurità. La mancanza di trasparenza e il bypass di passaggi istituzionali obbligati segnano un grave passo indietro per la sanità pubblica, relegando la salute dei cittadini a meri interessi privati.

Addirittura, se un cittadino molisano subisse un ictus ischemico o emorragico, il percorso assistenziale si presenterebbe come complesso e rischioso. Il decreto 100, così concepito, non facilita l’accesso alle cure urgenti, ma anzi aggrava la situazione di una sanità già in difficoltà.

In questo contesto, emergono parallelismi inquietanti con sistemi politici inefficaci di altre regioni del mondo, dove pochi detengono il potere e la ricchezza, mentre molti perdono diritti e dignità. Mentre il Molise continua a svuotarsi, la gestione della cosa pubblica appare sempre più distante dalle reali esigenze della popolazione, lasciando spazio solo a pochi affamati di potere.

Redazione

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