I volti stravolti e preoccupati dei passeggeri stamattina nel treno bloccato a Carpinone

Nel Molise, oltre al “digital divide” che probabilmente nel giro di qualche mese sarà risolto, il vero problema regionale è il ” transport divide ferroviario”.

I volti stravolti e preoccupati dei passeggeri stamattina nel treno bloccato a Carpinone
I volti stravolti e rassegnati dei giovani studenti stamattina nel treno bloccato a Carpinone

Dalle ore 8:15 di stamattina il Molise è bloccato nei trasporti ferroviari da est ad ovest. L’unico binario che collega Campobasso a Roma, fermo per una locomotiva dal motore in panne, con vagoni al seguito e i soliti passeggeri che affidano ogni giorno alla dea bendata l’arrivo nel capoluogo di regione. All’altezza dei boschi di Carpinone tutto si è arenato per ore, in uno scenario irreale descritto dai viaggiatori, bloccati senza poter scendere. Basta un nulla per interrompere nelle due direzioni la vita di una regione, che si trascina nella più assoluta precarietà per i trasporti sui binari.

Ogni giorno un problema, basta un temporale per mandare in tilt il sistema Trenitalia in Molise.

Ed è vero che lo Stato ci considera figli di un Dio minore, si è dimenticato che esistiamo. Sempre meno fondi per riammodernare e rendere normale la vita dei cittadini che hanno scelto di vivere in questa terra.

Si è discusso fino all’altro ieri della Termoli San Vittore: l’autostrada dei sogni, che fortunatamente non si realizzerà mai. Secondo il progetto veniva sventrato il territorio, con una strada parallela alle esistenti arterie.  A questo punto, senza autostrada, ma raddoppiando le corsie delle esistenti potremmo giungere al capoluogo da Isernia in 20 minuti e non in tempi biblici come adesso. Comunque la vera emergenza è quella ferroviaria a cui dedicare e spingere sul Governo per finanziare almeno il secondo binario ed evitare i rocamboleschi viaggi della disperazione e dell’angoscia, come quello odierno.

Pier Paolo Nagni l’Assessore ai Trasporti regionale, in una intervista recente, affermava che nel giro di qualche anno, in base a promesse renziane, avrebbe avuto i necessari fondi a disposizione per realizzare il secondo binario nella tratta molisana ed elettrificarla. Diversi i milioni di euro impegnati, e ci vorrebbero molti anni per ultimare i lavori. Bisognerebbe rimodulare ogni singola galleria, raddoppiandola, e non è un’opera semplice vista l’orografia del territorio. Per far transitare il treno negli angusti e bassi tunnel ferroviari hanno dovuto scegliere il Minuetto, l’unico che riusciva per il ridotto ingombro a percorrerli senza problemi. Dopo le affermazioni ottimistiche di Nagni, che ha ereditato anni di incuria totale verso il trasporto ferroviario, ecco che i fondi stranamente si volatilizzano e il Governo pare abbia voluto preferire il nord con le risorse a disposizione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il divario nord- sud si acuisce e la questione meridionale anche con il governo Renzi non accenna a risolvere i nostri miseri problemi di trasporto che ci trasciniamo da decenni.

La crisi occupazionale, lo spopolamento si aggiungono a completare un quadro a tinte fosche che aggiunto anche al problema mobilità e trasporti, trascinano questo nostro Molise verso il baratro della invivibilità e conducono all’emigrazione: a meno che un miracolo….

 

Pietro tonti

 

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