Trignina, strada oramai impraticabile lungo il suo percorso. Dal bivio per Trivento e fino a San Salvo si registra il maggior dissesto dipendente sia dalla regione Abruzzo che dalla regione Molise, infatti la Trignina nel suo percorso segna i confini tra le due regioni.


Percorrendo la fondo valle del Trigno, l’incolumità dei viaggiatori e la meccanica delle auto è messa a dura prova per le continue e profonde buche. Si è costretti a delle vere e proprie gimcane per non finire nelle voragini, con una media di percorrenza di 40km l’ora.
Una strada abbandonata anche dal traffico pesante che si è ridotto notevolmente, e parrebbe che nessuno ci metta mano per stanziare i giusti fondi per ricostituire, almeno il manto stradale.
Identica situazione per la fondo valle del Sangro, voragini e ancora voragini su gran parte del percorso. Il dissesto stradale, investe comunque anche l’intero Molise con profondi avvallamenti sul manto asfaltato, su strade comunali e provinciali.
Migliaia di metri cubi di terreno invadono all’improvviso le carreggiate delle principali arterie di collegamento comunali ed è piena emergenza frane in Molise.
Le precipitazioni piovose dell’ultimo fine settimana pasquale hanno peggiorato il dissesto già da tempo al limite. Migliaia gli smottamenti, molte le strade chiuse al traffico, e paesi a rischio isolamento.
Sempre meno fondi per l’ordinaria manutenzione e la ricostituzione dell’asfalto. La percorribilità delle nostre vie tra buche e frane sembra inarrestabile, con tanti disagi a carico dei cittadini che vivono in un contesto viario da seconda guerra mondiale.
Le risposte tardano ad arrivare, mentre di giorno in giorno la questione viabilità è sempre più precaria.
I comuni con la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato, non riescono a garantire nemmeno l’ordinario, mentre le province con la loro progressiva abolizione, dovuta alla legge Delrio, sono impotenti e in profondo deficit, costrette a raschiare il fondo del barile pur di trovare qualche finanziamento per riassestare le vie in gestione, con risultati sempre più deludenti e con criticità mai riscontrate negli ultimi 40 anni.
Diventa ancora più complessa la gestione con nevicate intense, come accaduto recentemente, con interi comuni totalmente isolati, in quanto i pochi mezzi e personale ridotto all’osso, non sono più in grado di far fronte alle emergenze.
La risultanza dell’impraticabilità delle strade, è la desertificazione e lo spopolamento delle aree interne, già fortemente penalizzate dall’economia che langue e dal lavoro sempre più chimera.
Vi è la necessità di ricondurre nelle giuste misure almeno la viabilità interna che fino a pochi anni fa era garantita.
Senza giuste misure e particolari attenzioni del Governo centrale sulle unità locali e sulle loro competenze in fatto di manutenzione stradale, non sarà possibile nemmeno pensare ad una nuova economia, basata sulla valorizzazione delle nostre peculiarità e sul turismo per uscire dalla crisi.
Certamente per chi in questo momento giunge nel Molise, costretto al “Camel Trophy” con i propri mezzi, sulle nostre strade, porterà con se un ricordo tutt’altro che piacevole di questa terra: augurandosi di non farvi più ritorno.
Pietro Tonti






























