di Redazione
In apertura del consiglio comunale per l’approvazione del bilancio consuntivo del comune di Montagano del 26.05, il consigliere comunale Nicola Tomasso – primo eletto nell’ultima tornata elettorale – ha formalizzato il suo passaggio al gruppo misto, ritenendo ormai inadeguata l’azione dell’amministrazione comunale e sottolineando la mancanza di coerenza rispetto agli impegni presi, sia nella gestione della maggioranza consiliare, sia nell’operato quotidiano.
«Non è una scelta presa a cuor leggero. È il risultato di una lunga e attenta riflessione, maturata negli ultimi mesi, sul percorso che questa Amministrazione sta seguendo e, soprattutto, sul metodo con cui sta operando. Quando abbiamo chiesto il voto ai montaganesi, lo abbiamo fatto sulla base di un programma di prosecuzione di una politica concreta, presente, trasparente e vicina ai bisogni e alle necessità dei cittadini. Ho lavorato con lealtà e impegno per contribuire a realizzare quanto avevamo sottoscritto, perché credo che Montagano meriti un futuro di sviluppo, trasparenza e partecipazione. Il mio mandato, come quello di tutti voi, appartiene in primo luogo ai cittadini. E’ a loro che dobbiamo rispondere. Ed è proprio per coerenza con il mandato ricevuto che oggi mi trovo costretto a questa scelta. Ho sempre creduto nel valore della collegialità, del confronto e della sintesi. Della presenza e dell’ascolto. Un’amministrazione forte è quella che sa ascoltare, che valorizza il contributo dei cittadini e dei suoi consiglieri, che non teme il dibattito e la critica. Invece, ho assistito troppo spesso a un modello di gestione da un lato misteriosamente verticistico, dove le decisioni cruciali sembrano essere prese altrove, lasciando a questo Consiglio un ruolo di mera ratifica. Dall’altro, oltremodo inerte, dove anche queste scelte maturate in una torre d’avorio risultano o inesistenti, o quantomeno prive di consistenza e di veduta politica. Vedo un’Amministrazione la cui azione, a mio avviso, si sta allontanando dalle urgenze della nostra comunità. Lasciare la maggioranza non significa, per me, tradire il voto dei miei elettori. Al contrario, significa restare fedele alla promessa data e a quella di agire sempre e solo nell’interesse della città di Montagano.»































