di Redazione
«In relazione ai tragici eventi che hanno colpito una famiglia residente nel territorio molisano, la Procura della Repubblica di Campobasso esprime il più profondo cordoglio per la perdita di una ragazza di soli 15 anni e della propria madre, decedute a breve distanza l’una dall’altra. La morte di una minorenne avvenuta con modalità così repentine e drammatiche – dice il Procuratore Nicola D’Angelo – rappresenta un evento che scuote l’intera comunità e impone il massimo impegno investigativo per restituire risposte certe alla famiglia e ai cittadini. Le attività investigative, affidate alla Squadra Mobile col coordinamento di questa Procura, sono state avviate d’urgenza per definire la dinamica degli eventi e stabilire l’esatta causa dei decessi. Allo stato, il procedimento penale vede l’iscrizione nel registro degli indagati di cinque soggetti, appartenenti al personale sanitario intervenuto nelle prime fasi di assistenza. La fattispecie di reato per cui si procede – aggiunge il Procuratore D’Angelo – sono quelle di cui agli artt. 589,590 e 590 sexies del Codice Penale. L’indagine è prioritariamente volta a ricostruire l’intera catena degli interventi medici, con specifico riguardo a precedenti accessi della quindicenne presso il Pronto Soccorso: risulta, infatti, che la minore si fosse presentata in struttura per due volte prima del decesso. Parimenti, si indaga sugli interventi richiesti dalla madre prima dell’evento fatale. Data l’estrema complessità del quadro clinico, sono stati disposti accertamenti multidisciplinari, comprensivi di esami autoptici e consulenze specialistiche, orientati secondo tre direttrici: la prima sono le responsabilità individuali: verificare l’eventuale sussistenza di negligenze o sottovalutazioni del quadro clinico della minore e della madre, nonché errori nell’applicazione dei protocolli diagnostici. Successivamente, l’individuazione della “fonte d’innesco”: risalire con assoluta precisione all’origine della patologia e all’agente causale che ha determinato un exitus così fulmineo per una giovane e per la sua genitrice, chiarendo le ragioni di una simile virulenza. Infine la tutela della salute pubblica: ricostruire l’insorgenza patologica per isolare eventuali, residue, “fonti di innesco” ed interrompere ogni dinamica di rischio, garantendo che nessun altro cittadino possa essere coinvolto in una tragedia di questa natura. L’iscrizione dei sanitari nel registro degli indagati – conclude il Procuratore D’Angelo – costituisce un atto dovuto, necessario per garantire il diritto di difesa e la partecipazione dei soggetti coinvolti agli accertamenti tecnici non ripetibili che saranno disposti a breve.»




























