Negli ultimi anni, il panorama politico di Pozzilli, Sesto Campano e Venafro ha subito una trasformazione nebulosa, caratterizzata da un crescente autoreferenzialismo che sembra permeare ogni aspetto della governance locale. Un esempio emblematico di questa tendenza è rappresentato dalla figura dell’ex sindaca di Pozzilli Stefania Passarelli, la quale, sotto l’influenza dell’ europarlamentare della Lega Aldo Patriciello ,ha intrapreso un’aggressiva campagna anche contro il sindaco di Sesto Campano, Eustachio Macari. Quest’ultimo è accusato di aver richiesto la sostituzione di un membro del Nucleo Industriale di Isernia-Venafro designato dal comune di Sesto Campano. Tale accusa, seppur apparentemente legittima nel contesto delle dinamiche politiche, è vista dall’ex sindaca come un affronto diretto alle sue prerogative.
Il comportamento della ex sindaca solleva interrogativi sulla natura stessa della politica nella nostra regione. Mentre in teoria le critiche e le opposizioni dovrebbero fungere da stimolo per un confronto costruttivo, nella realtà assistiamo a uno scenario in cui la dialettica politica appare assente. La sua azione, caratterizzata da una strategia ostile verso coloro che osano dissentire, fa emergere un quadro inquietante: un’autentica mancanza di dialogo e di confronto democratico.
Un tema centrale nell’analisi di questo contesto è l’assunzione a tempo indeterminato del figlio della ex sindaca, avvenuta senza alcuna evidenza pubblica, in un ente pubblico. Tale episodio alimenta sospetti su pratiche nepotistiche, che non solo minano la trasparenza amministrativa, ma alimentano anche un clima di sfiducia tra i cittadini. L’impressione è che i posti di lavoro e le nomine nei vari enti siano utilizzati come strumenti per consolidare influenze personali, piuttosto che come opportunità per garantire professionalità e meritocrazia.
In un ambiente in cui il tessuto politico viene spesso messo in discussione, è fondamentale che i rappresentanti eletti comprendano la responsabilità che grava sulle loro spalle. L’assunzione o la nomina di individui incompetenti nei ruoli chiave, associata ad assunzioni di “figli di teste di legno”, contribuisce a creare una rete di favori e complicità che ostacola lo sviluppo del territorio. Le scelte fatte dall’ex sindaca, ora consigliere regionale, sembrano indicare una volontà di mantenere il controllo su dinamiche locali, a discapito del bene comune.
La questione delle ingerenze politiche diventa così cruciale. La continuità delle azioni da parte dell’europarlamentare della Lega è determinante per il futuro del nostro territorio. Se queste interferenze continuano, si correrà il rischio di un deterioramento ulteriore della già fragile situazione economica e sociale. I cittadini devono essere messi al centro della politica, e questo implica una rottura con logiche clientelari e un ritorno a un approccio fondato sulla trasparenza e sulle esigenze reali della comunità.
Rivolgiamo dunque un appello affinché ci sia un ripensamento profondo delle strategie politiche in atto. È necessario che si ponga fine a questo autoreferenzialismo che sta soffocando il dialogo e il progresso. La crescita del nostro territorio richiede un impegno collettivo e una visione condivisa, lontana dai personalismi e dalle ambizioni individualistiche, che negli ultimi tempi hanno prevalso nella gestione degli affari pubblici.
La situazione attuale offre l’occasione di riflessione per tutti gli attori politici coinvolti. È giunto il momento di restituire dignità alla politica locale, creando un ambiente in cui il confronto sia realmente possibile e dove le scelte siano dettate da criteri oggettivi e dal bene comune. Solo così sarà possibile superare le resistenze e promuovere uno sviluppo equo e sostenibile per Pozzilli, Sesto Campano e Venafro.
I cittadini meritano di essere rappresentati da leader che mettano l’interesse collettivo sopra qualsiasi interesse personale. Se l’europarlamentare della Lega non prenderà coscienza di questa urgente necessità e non agirà di conseguenza, sarà necessario che anche costui risponda delle sue azioni e delle conseguenze che queste hanno sul nostro territorio.
Massimiliano Scarabeo




























