Abbiamo tarato oramai abitualmente il nostro quotidiano su una modalità FAST, veloce, rapida, con la quale affrontiamo ogni momento e aspetto del nostro vivere sociale e individuale. Certo, quest’affermazione non ha nulla di innovativo o di rivoluzionario, quello del mordi e fuggi in cui il consumismo sfrenato ha condotto per mano la nostra intera società è un concetto già ampliamente affrontato in saggi e studi molto più appropriati di questo breve post su un blog personale, però la mia riflesione odierna, che rimugino interiormente da qualche tempo, è rivolta al modo in cui affrontiamo anche i piaceri culturali con la stessa frettolosa dinamica del tutto e subito.
Vivo principalmente le mie giornate nelle biblioteche e noto sempre più una ricerca di velocità e immediatezza da parte delle persone, non tanto nell’esplicazione di un servizio, cosa che potrebbe essere molto comprensibile, ma proprio nella scelta e nella ricerca delle informazioni culturali. Si sceglie un libro da leggere in velocità, magari soffermandosi esclusivamente su quello che si vede a prima vista esposto in bacheca, un pò come accade anche nelle librerie. Si chiede magari una ricerca bibliografica per una tesi e ci si aspetta innocententemnte di ottenerla in pochi minuti perchè si è lasciata la macchina in doppia fila e bisonga far presto.
Ecco, in tutta coscienza, da modesto bibliotecario, vi invito a diffidare dei miei simili che vi liquidano in una manciata di secondi. Per trovare quello che davvero fa al caso nostro, per piacere o per studio, una ricerca, anche tramite cataloghi informatizzati superveloci, deve procedere a ritmi diversi da quelli della cassa di un supermercato, perchè deve corrispondere alle vostre curiosità. Ritroviamo il piacere di essere curiosi, culturalmente e non solo, per esserlo dobbiamo impegnarci, dobbiamo dedicare tempo e non ritagliarlo.
Non credo, permettetemi di affermarlo con una certa sicurezza, che la vita che conduciamo generalmente sia per forza di cose inevitabilmente destinata a far prevalere la quantità di cose da fare sulla qualità. Nello studio, nella lettura, nei piaceri culturali le abbuffate producono indigestioni e non scoperte di nuovi gusti, sta però a noi uscire dagli schemi che ci vogliono sempre consumatori e mai consapevoli degustatori. Apriamoci ad un piacere SLOW anche nella fruizione delle proposte culturali, nel leggere, nel ricercare, nel parlare con gli altri. Magari evitare di lasciare la macchina in doppia fila prima di entrare in una libreria o in una biblioteca può aiutare, chissà…
Carmine Aceto






























