Come Associazione degli Utenti e dei Familiari abbiamo più volte richiesto l’aiuto ed il supporto del Primo Cittadino di Campobasso. Non è stata certo una richiesta politica la nostra, tantomeno un favore personale.
Il Sindaco è il garante principale della salute dei propri cittadini, e siccome di salute stiamo parlando, volevamo che ci sostenesse nella nostra richiesta di dignità per un diritto che oggi è sospeso. Come lo sono le borse lavoro, sospese e lasciati a casa tutti quegli utenti lavoratori che sono anche cittadini di Campobasso.
E’ stata discussa in Consiglio comunale una mozione del consigliere Alberto Tramontano, che vogliamo ringraziare per la sensibilità, e che invitava il Sindaco Battista a prendere una posizione di tutela rispetto ai percorsi di inserimento lavorativo interrotti il 31 Dicembre 2014 e non ancora riattivati. Noi eravamo presenti e ci aspettavamo che in quella sede, non meno di una settimana fa, la Giunta ed il Sindaco si esprimessero pubblicamente al fianco delle Associazioni regionali e delle Cooperative. Siamo dell’opinione che il passato non conti molto, e che per quanto possa essere vicino e bello è meno importante del presente: ebbene, il presente è lo sbarramento delle borse lavoro e non vorremmo che sbarrato fosse anche il futuro degli utenti che per più di dieci anni hanno usufruito di tali riabilitazioni!
I pazienti si stanno progressivamente allontanando dal proprio percorso terapeutico, ricadendo nuovamente nella solitudine. Il rischio è buttare all’aria tanto di quanto buono è stato fin ora fatto. Abbiamo promosso una raccolta firme insieme alle Associazioni di Termoli ed Isernia che in pochi giorni ha superato le 5.000 adesioni. I cittadini di Campobasso hanno risposto immediatamente, a riprova che il tema è molto sentito. Ebbene, Sindaco Battista, le abbiamo già scritto in passato privatamente senza ricevere ancora risposta. Glielo chiediamo pubblicamente, poichè secondo noi ha ancora l’opportunità di rappresentare i suoi cittadini e di pretendere per loro che percorsi di salute che hanno funzionato continuino a funzionare. Non vogliamo soldi, risorse, promesse. Vogliamo il Suo impegno per una questione di civiltà. Dopotutto, non è mai troppo tardi.































