“I dati diffusi dall’Istat certificano le numerose difficoltà che ostacolano il processo di riconversione produttiva: il rischio è che il nostro Paese da produttore con vocazione all’esportazione diventi consumatore di prodotti di scarsa qualità, fabbricati altrove e con milioni di disoccupati impossibili da ricollocare professionalmente”. Così Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, commenta il focus dell’Istat su “Le tendenze recenti dell’occupazione”.

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“Il calo degli occupati nell’industria e nelle costruzioni e l’incapacità delle attività manifatturiere di arrivare a perfomance occupazionali migliori – prosegue il sindacalista – rappresentano un pessimo segnale, del quale il governo dovrà tener conto”. Per Capone “la destrutturazione del contratto a tempo indeterminato e la marginalizzazione del contratto di apprendistato potranno anche essere utili ai servizi, ma, di certo, non al sistema economico nel complesso che necessita di politiche industriali chiare e, soprattutto, supportate da risorse e linee di indirizzo certe, tutto quello che è mancato finora”.

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