di Massimiliano Scarabeo

Negli ultimi giorni, il dibattito attorno alla questione dei finanziamenti per la sanità in Molise ha raggiunto toni sempre più accesi. Tra le figure coinvolte, emerge con prepotenza la figura di Claudio Lotito, presidente della Lazio e imprenditore, accusato da alcuni di avere interessi personali nel settore. Tuttavia, è il momento di fare chiarezza su quanto realmente accaduto e di riconoscere i meriti laddove essi spettano. Noi di FuturoMolise abbiamo lavorato in questi giorni senza condizionamenti, compiendo un’accurata indagine sui recenti eventi che hanno visto protagonista l’On.le Lancellotta e l’emendamento bocciato. Siamo riusciti ad ottenere documenti cruciali che svelano la verità: è stato il Sen. Lotito, con il proprio impegno, a garantire la disponibilità di ben 90 milioni di euro per il sistema sanitario regionale. Il nostro obiettivo è quello di informare correttamente la popolazione molisana, che ha diritto a sapere chi sta realmente combattendo per il bene della sanità pubblica e chi, invece, si limita a parole vuote e passerelle mediatiche. La Lancellotta, in particolare, sembra aver dimenticato che la politica non è solo un palcoscenico per apparire, ma richiede e necessita di un lavoro concreto e onesto. Le sue scelte recenti, senza un vero confronto con il tessuto sociale e sanitario della nostra regione, ci lasciano perplessi. È importante sottolineare che il documento riguardante l’emendamento bocciato dalla Lancellotta mette in luce un’opportunità di crescita per la sanità molisana, ma che è stata sprecata per fini altrettanto discutibili. In questo momento, l’atteggiamento della Lancellotta non solo suona come una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini, ma rappresenta anche una totale disconnessione dalla realtà delle esigenze sanitarie del nostro territorio. A questo proposito, è lecito chiedersi: quali sono le vere motivazioni che hanno spinto la Lancellotta a ostacolare un emendamento così fondamentale per la salute dei molisani? Se le sue dichiarazioni passate riflettevano effettivamente la volontà di migliorare la sanità nella nostra regione, ci saremmo aspettati un diverso approccio. Inoltre, è chiaro che non c’è spazio per la propaganda politica in un argomento così delicato. I molisani meritano rappresentanti che agiscano con trasparenza e autenticità, piuttosto che con semplici comunicati stampa filo-governativi. Questa dinamica rischia di compromettere la fiducia della popolazione nei confronti delle istituzioni e della politica stessa. L’ operazione verità avviata da FuturoMolise ha l’obiettivo di restituire dignità e credibilità alla narrazione pubblica. Ringraziamo Claudio Lotito per il suo impegno nel garantire un futuro migliore per la nostra sanità e ci appelliamo a tutti i politici, in particolare alla Lancellotta, affinché mettano da parte le strategie opportunistiche e lavorino in sinergia per il benessere collettivo. Solo così potremo costruire un sistema sanitario che funzioni davvero per tutti, basato su una reale cooperazione e sulla trasparenza. È tempo di voltare pagina e di dare priorità a ciò che conta davvero: la salute dei molisani.

emendamento On.le Lancellotta:

Art. 102-bis.

(Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Molise)

  1. Ferma restando la sottoposizione al piano di rientro in prosecuzione mediante programmi operativi, a decorrere dal 1° gennaio 2025 alla regione Molise non sono più applicabili le disposizioni di cui all’articolo 4 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222. Dal 1° gennaio 2025, le funzioni del commissario e sub commissario in carica tornano nella competenza degli organi regionali.
  1. Al fine di far fronte al dissesto finanziario del Servizio sanitario regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Direttore generale dell’azienda sanitaria regionale (ASREM), avvalendosi dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), effettua una verifica generale sulla gestione dell’ente cui è preposto e propone alla giunta regionale di disporre la gestione straordinaria dell’ente, alla quale sono imputate, con bilancio separato rispetto a quello della gestione ordinaria, tutte le entrate di competenza e tutte le obbligazioni assunte fino al 31 dicembre 2023.
  2. Alla gestione straordinaria di cui al comma 2 provvede un Commissario straordinario di liquidazione nominato dal Presidente della giunta regionale fra i dirigenti o funzionari del Ministero dell’economia e delle finanze o di altre amministrazioni dello Stato, in servizio o in quiescenza, dotati di idonea esperienza nel campo finanziario e contabile. Con decreto del Ministro della salute, adottato, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è definito il compenso del Commissario straordinario, il cui onere è posto a carico della massa passiva dell’ASREM.
  3. Entro sessanta giorni dalla nomina, il Commissario straordinario di liquidazione presenta alla giunta regionale, che l’approva entro i successivi trenta giorni, il piano di rientro aziendale, contenente la ricognizione della situazione economico-finanziaria dell’ente nonché l’indicazione delle coperture finanziarie necessarie per la relativa attuazione, nei limiti delle risorse disponibili. A tale fine è autorizzata l’apertura di apposita contabilità speciale di tesoreria unica, ai sensi della legge 29 ottobre 1984, n. 720, intestata alla gestione straordinaria di cui al comma 2.
  4. Per la gestione straordinaria si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del titolo VIII della parte II del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Resta ferma, in ogni caso, l’applicazione dell’articolo 248, commi 2, 3 e 4, e dell’articolo 255, comma 12, del medesimo decreto legislativo per tutte le obbligazioni contratte anteriormente al 31 dicembre 2023.
  5. Limitatamente alla classificazione delle strutture ospedaliere e agli standard richiesti dal decreto ministeriale 2 aprile 2015, n. 70 per le singole discipline, in considerazione dell’esiguità, della rarefazione e della dispersione demografica, della particolare e difficile conformazione orografica del territorio molisano, nonché delle infrastrutture di comunicazione che insistono sul territorio, la regione Molise viene equiparata ad una regione con bacino d’utenza pari a 600.000 abitanti, ad eccezione della dotazione dei posti letto.
  6. Agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico con sede operativa nel territorio regionale si applicano le disposizioni di cui al comma 496 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020 n. 178. Le prestazioni rese dagli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico vanno riconosciute in sede di compensazione della mobilità tra le regioni e nella misura riconosciuta dalle regioni di provenienza dei pazienti.
  7. Il Presidente della regione Molise trasmette al Ministero della salute e al Ministero dell’economia e delle finanze, ogni sei mesi, una relazione sullo stato di attuazione delle misure di cui al presente articolo, anche con riferimento all’attività svolta dal Commissario straordinario di cui al comma 3.
  8. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, il Ministero della salute individua forme di collaborazione e supporto all’azione della regione per la fuoriuscita dal Piano di rientro e i relativi costi sono a carico del Fondo sanitario nazionale.
  9. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, pari a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, si provvede, per l’anno 2025, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato ai sensi dell’articolo 121, comma 2, della presente legge e, per gli anni 2026 e 2027, a valere sulle risorse di cui all’articolo 47, comma 3, della presente legge. 052. Lancellotta

emendamento Lotito:

 

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