E’ della settimana scorsa l’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute avanzato dai deputati Leva e Amato per  le disastrose cause derivanti da una chiusura dell’ospedale Caracciolo di Agnone e i rischi per la popolazione residente, nell’area montana tra l’alto Molise e i comuni della provincia di Chieti, circa 35 paesi che insistono a più di un’ora di distanza dal più vicino ospedale. L’intento dei due deputati è quello di far rientrare l’ospedale di Agnone nel decreto ministeriale in via di pubblicazione, che prevede la permanenza di presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate, che distano oltre 60 minuti dal più vicino presidio di pronto soccorso.Il caso dell’area montana dell’alto Molise potrebbe rientrare a pieno diritto tra queste e si arresterebbe l’azione di conversione del Caracciolo, salvaguardando la vita della popolazione sempre più anziana e di chi ha bisogno di un pronto soccorso.

In seguito alla presa di posizione dei deputati di Molise e Abruzzo, ventidue sindaci, 13 molisani e 9 abruzzesi hanno firmato un documento per il riconoscimento del San Francesco Caracciolo quale “Presidio Ospedaliero in Zona Particolarmente Disagiata” evidenziando che entro il tempo minimo inderogabile di 60 minuti, in base alla legge in merito, è molto spesso impossibile poter raggiungere il presidio di pronto soccorso più vicino. E l’ospedale di Agnone logisticamente  è collocato proprio in un’area montana dove da sempre rappresenta un presidio indispensabile per i comuni lontani dalle arterie principali, per assicurare l’indispensabile ed irrinunciabile servizio di emergenza efficace a salvaguardare la vita dei cittadini.

I comuni che hanno sottoscritto il documento sono:
Agnone, Belmonte del Sannio, Borrello, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelguidone, Castiglione Messer Marino, Civitanova del Sannio, Fraine, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Roccaspinalveti, Roio del Sangro, Rosello, San Pietro Avellana, Schiavi d’Abruzzo, Torrebruna, Trivento, Vastogirardi.

Questo il contenuto della missiva.

I sindaci dei comuni rivolgono un accorato e pressante appello ai presidenti della Giunta Regionale di Molise e Abruzzo, ai Ministri della Salute e dell’Economia affinchè i piani Sanitari delle due regioni contermini ( e negli atti Aziendali conseguenti) venga riconosciuta ed affermata, anche per il tramite di accordi di confine, la necessità di mantenere in vita l’ospedale di Agnone in quanto Presidio Ospedaliero in “Zona Particolarmente Disagiata”.

doc sindaci comuni montani
Il documento firmato dai sindaci dell’area montana di Abruzzo e Molise per salvare l’ospedale F. Caracciolo di Agnone
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