Un messaggio di condivisione, speranza, pace e amore da parte del Pontefice alla città di Napoli, che cerca una via d’uscita dalle sue mille emergenze. La visita di papa Francesco è iniziata a Pompei, arrivato in elicottero dalla Città del Vaticano ed è stato accolto da una piazza gremita. Poi si è trasferito a Scampia, dove in Piazza Giovanni Paolo II ha incontrato la popolazione.
La celebrazione della messa (percorrendo prima e dopo in “papamobile” le vie della città storica) alle 11 nella nella centrale Piazza del Plebiscito, davanti a una folla traboccante, seguita dal pranzo con i detenuti nel carcere di Poggioreale. Papa Francesco ai detenuti di Poggioreale: vivete ogni giorno alla presenza di Dio. Nel pomeriggio, alle 15, c’è stata una delle tappe più attese, quella in Duomo per la venerazione delle reliquie di San Gennaro. Si scioglie a metà il sangue di S.Gennaro. Nell’agenda del Pontefice anche l’appuntamento con 50 ammalati e disabili nella basilica del Gesù Nuovo (l’Unitalsi ha mobilitato nelle varie tappe della giornata 250 volontari) e l’incontro con i giovani e gli altri fedeli della Diocesi nella Rotonda Diaz del Lungomare Caracciolo. Qui, davanti all’incanto del Golfo di Napoli, ha risposto alle domande di un giovane, di una signora di 94 anni e di una giovane coppia. Dalla vicina Stazione Marittima il Pontefice è ripartito infine in elicottero, alle 18.15, ha fatto rientro in Vaticano. Un appello ai napoletani a “reagire” contro la camorra, e agli stessi criminali a “convertirsi alla giustizia”. E una severissima condanna della corruzione, che il Papa ha descritto in termini di disgusto: “puzza”, ha detto più volte del malaffare, o meglio, nel suo colorito linguaggio ibridato dallo spagnolo, “spuzza”.































