di Tonino Atella
E’ stato appena pubblicato della riuscita delle feste patronali venafrane. Si torna sul tema per sottolineare con foto e filmati la diffusa fede popolare verso i Santi Martiri di Venafro Nicandro, Marciano e Daria da sempre nel cuore e nella mente di tutti. Ne é dimostrazione l’impegno popolare in determinati passaggi della solenne processione conclusiva della serata del 18 giugno, esattamente alle Manganelle rione del centro storico ed in particolare nell’ascesa di “Arregnamuss”, dialetto venafrano che allude allo sforzo fisico dei portatori dei simulacri sacri per arrivare in cima alla salita portando in spalla il Busto del Patrono del peso di 150 kg. . Si prende lo slancio ai piedi della ripida salita e, mentre il concerto bandistico “aiuta” i portatori suonando il “Mosé”, i portatori stessi Busto in spalla si lanciano di corsa per arrivare in cima, seguiti da fedeli, autorità e forze dell’ordine a loro volta di corsa ! E la gente ai lati, una volta che il Santo é in cima ad “Arregnamuss”, applaude soddisfattissima ! Quindi, poco più innanzi in Via Colle, addobbi floreali naturali e disegni di un residente del posto cui piace accogliere così il transito in processione dei Santi Martiri venafrani. Passioni, cultura, storia e fede che s’intrecciano ogni anno meravigliosamente per la convinta gioia di una collettività dedita in toto e in piena convinzione ai propri Santi Nicandro, Marciano e Daria, all’inizio della processione accolti dal puntuale canto corale dell’Inno “Sciogliam di lode un cantico,o popol venafrano …” sul piazzale della Basilica del Patrono, canto poi ripetuto decine di volte nel corso del rito per le strade del centro storico.































