“Evidentemente gli interessi economici sono troppo forti e bisogna subito spostare la maggior parte del fondo sanitario regionale a favore di alcuni soggetti privati.

La Cattolica, sorta con una struttura pagata dal pubblico, con accreditamenti pubblici crescenti che si aggiungono a quelli pattuiti nella fase iniziale e che già sono presenti nel pubblico, con maggiorazioni delle prestazioni, simili a quelle del pubblico, in alcuni periodi, del 10%, con investimenti edilizi pubblici ulteriori nell’edilizia mentre gli ospedali cadono a pezzi, si presenta come il privato di eccellenza.

La stessa Neuromed ha ampliato e sostituito sempre di più con accreditamenti pubblici crescenti la sua presenza in Regione. Anche lì soldi pubblici sono stati investiti per ampliare strutture private.

Tutti questi privati che trovano nei fondi pubblici la loro fonte di guadagno devono fare profitto. Per questo motivo si riducono le risorse per gli ospedali che hanno pronto soccorsi intasati, mancanza di posti letto, mancanza di personale, mancanza di mezzi ed un’edilizia sempre più cadente. È mentre i privati si scelgono i loro clienti noi dobbiamo accettare tutti sempre con minori mezzi.

Per privatizzare e far guadagnare i privati, ricordiamoci che in questo campo gli ammalati è le malattie sono la merce, si devono creare sempre più disagi alla popolazione. Liste di attesa infinite, continuo aumento dei costi per curarsi, minore efficienza nella qualità dei servizi.

In tutto il mondo i sistemi privati costano molto di più e sono meno efficienti nel dare risposte diffuse alla popolazione. Hanno deciso di guadagnare sulla salute e stanno smantellando il nostro che era uno dei più efficienti al mondo.

Questo non è giusto e finché avremo la forza grideremo per denunciare questo scempio e continueremo a lottare per invertire questa criminosa tendenza”.

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