RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Visto il dlgs 267/2000;
Visto lo Statuto comunale;
Ricordato che in Piazza Cuoco il 13 aprile del 2015 – ventiseiesimo dalla scomparsa di Frà Immacolato Brienza – è stata scoperta una lapide infissa a terra, di intitolazione dei giardini della piazza a Frà Immacolato;
Ricordato che per segnalare l’abitazione e ricordare la figura nobile e Santa di Frà Immacolato, la cui pratica per la beatificazione è oramai chiusa e di cui si aspetta la proclamazione del Papa, insieme alla lapide collocata a terra in piazza Cuoco è stata posta davanti all’abitazione di Frà immacolato Brienza una targa su palo; Considerato che davanti alla targa che riporta l’intitolazione del giardino di piazza Cuoco a Frà Immacolato Brienza ( Campobasso 15 agosto 1922 – Campobasso 13 aprile 1989) sono stati collocati una stazione dei monopattini e un contenitore in plastica di rifiuti e che la condizione generatasi costituisce un vero e proprio oltraggio che ha scatenato vergogna e indignazione.
Si chiede al Sindaco la immediata rimozione di quanto collocato in modo cosi irrispettoso davanti alla targa di intitolazione. Con l’occasione pensiamo sia doveroso ricordare a noi tutti la figura di Frà Immacolato con le parole dell’Arcivescovo Bregantini: “Dell’ordine dei Carmelitani, Aldo Brienza, per tutti Fra Immacolato è silenzioso testimone di fede. La sua figura richiama all’attenzione centinaia di fedeli campobassani e delle regioni limitrofe che si recano nella casa, luogo di dolore e speranza come una meta di pellegrinaggio.
Vorremmo che la casa di Fra Immacolato diventi il sogno di Campobasso, una casa aperta a tutti. Pellegrini, fedeli, devoti, un piccolo Santuario per il capoluogo del Molise. Ha vissuto la vocazione e la sofferenza nel letto della sua casa. Quella che di fatto è come una piccola grande Chiesa di grazia e benedizione. La casa dove ogni seconda domenica del mese si ritrovano i giovani per pregare, riflettere, per chiedere luce e forza. Ci vogliono esistenze che gridano silenziosamente il primato di Dio. Ci vogliono uomini che trattano il Signore da Signore, che si spendono nella sua adorazione, sotto il segno della gratuità e senza umano compenso”.






























