di Tonino Atella

Secondo il team di ricercatori venafrani Galardi/Paolozzi/Cotugno/Moscatiello l’incontro avvenne nel Molise, esattamente al molino Le Pentime di Sesto Campano il 25 ottobre 1860, prima di ritrovarsi all’indomani a Presenzano (Caserta) in località Inginocchiatoio ed assieme proseguire per Teano sempre nel Casertano.

Una disputa storico/politica che prosegue da anni e che decennio dopo decennio si arricchisce di nuovi spunti, di ricerche innovative ed ulteriori tesi. Trattasi del quesito : dove s’incontrarono esattamente nel centro della Penisola il Generale ed Eroe dei Due Mondi Giuseppe Garibaldi e l’allora Re d’Italia Vittorio Emanuele II, suggellando finalmente l’Unità d’Italia ? I carissimi e indimenticabili libri di storia di elementari, medie e superiori di tanti di noi riportavano, si ricorderà, il Comune casertano di Teano e lo storico ponte fuori l’abitato, corredando il paragrafo di storia del testo scolastico di allora e tuttora in bella mostra in tante librerie di casa di ciascun alunno con l’ormai intramontabile dipinto ad olio dei due storici personaggi che, sui rispettivi cavalli ed affiancati l’uno all’altro, si sorridono, si salutano e si parlano, mentre Garibaldi pronuncerebbe -condizionale d’obbligo, potendolo solo immaginare- il famoso “Obbedisco” rivolto al Re d’Italia che gli chiedeva di arrestarsi coi suoi Garibaldini e non raggiungere Roma in armi onde evitare di provocare l’intervento armato di altre nazioni alleate del Papa e quindi dello Stato Pontificio, cosa che avrebbe messo in pericolo la solidità ed il futuro dell’appena recuperata unità nazionale italiana. Già, ma dove avvennero i preliminari di siffatto storico evento ? Al riguardo l’ins. Silvana Galardi, lo scomparso Alfonso Paolozzi e i dottori Alessandro Cotugno e Virginio Moscatiello, tutti molisani, i quali hanno firmato “Qui avvenne la storica stretta di mano”, testo della Sezione Molise dell’Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi pubblicato col contributo della Direzione generale Educazione,ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura, i predetti quattro -si scriveva- hanno le idee chiare nel merito dopo approfondite ricerche, studi, analisi e riscontri sul campo, riportando e documentando ogni cosa nella predetta pubblicazione frutto di tanto impegno ma finalmente foriera di soddisfazioni a grappoli. In buona sostanza i quattro ricercatori delle nostre parti avrebbero riscritto la storia dei primordi dell’unità d’Italia, rinvenendo documenti attestanti che “Garibaldi e Vittorio Emanuele II -fa sapere Alessandro Cotugno, segretario della sez. Molise dell’Istituto Garibaldi di Roma, presieduta da Silvana Galardi- si sono incontrati nel pomeriggio del 25 ottobre 1860 nei pressi del molino Le Pentime di Sesto Campano, estremo Molise dell’ovest. Lì s’incontrarono casualmente, in seguito ad un litigio delle rispettive avanguardie che li accompagnavano, scortandoli. Quindi tornarono ad incontrarsi l’indomani mattina del 26 ottobre 1860 sotto Presenzano, in Campania, in località Inginocchiatoio, per poi proseguire assieme verso Teano, lo storico Comune campano citato nei testi scolastici”. In ragione di tutto quanto, quali gli sviluppi di tale intrigata pagina di storia patria nazionale ? “Per noi e secondo il materiale storico rinvenuto Garibaldi e Vittorio Emanuele II s’incontrarono una prima volta al mulino Le Pentime di Sesto Campano ed esattamente in tale luogo faremo la presentazione ufficiale del nostro testo, frutto di ricerche minuziose, continue e non facili, ma alla fine pienamente soddisfacenti per tutti noi. Tale presentazione verrà effettuata non appena il covid sarà alle spalle, finalmente debellato”. Storia nuova e tutta da scoprire quindi per i primi passi della ritrovata Italia Unitaria, e per saperne di più assolutamente è da non perdersi la presentazione di “Qui avvenne la storica stretta di mano”, non appena il covid risulterà superato. A margine dell’intensa pagina di storia patria appena riproposta, resta da sottolineare l’amarezza dell’Eroe dei Due Mondi una volta vistosi accantonato assieme ai suoi valorosissimi Garibaldini, definiti addirittura con termini spregiativi (!), appena dopo aver liberato l’intera Italia meridionale consegnandola ”sic et simpliciter” ai Savoia ! L’ingratitudine, purtroppo, è una costante dell’uomo, a prescindere dai ruoli e dalle posizioni occupate ! Ciononostante Viva Oggi e Sempre Giuseppe Garibaldi e i suoi valorosissimi Garibaldini.

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