Tiene banco con botte e risposte al vetriolo tra gli esponenti cittadini delle istituzioni maggiori di Venafro e i vertici del CdA della più longeva e ricca fondazione molisana, la Pia Unione SS. Annunziata, per quello che noi abbiamo dall’inizio definito: “scandalo della Pia Unione”.
COSA E’ ACCADUTO NELLE ULTIME SETTIMANE?
Avevamo posto in risalto la questione sul nostro giornale, per la clamorosa variazione dello Statuto della Pia Unione di Venafro.
NEL MERITO
Con rogito notarile datato 18 settembre 2014 e pubblicato sul Burm della Regione Molise in data 16 dicembre 2014, il Cda della Pia Unione SS. Annunziata di Venafro ha modificato lo Statuto, una modifica che cela delle autoreferenzialità e delle inconcepibili esclusioni.
Il vecchio Statuto prevedeva che oltre ai componenti designati dal presidente della Regione Molise, dal comune di Venafro e dal Vescovo della Diocesi di Isernia Venafro, uno fosse designato dal direttore della Caritas Diocesana di Isernia / Venafro e una dalle Associazioni di Volontariato. Per effetto delle modifiche statutarie si vanno ad eliminare proprio i componenti designati in rappresentanza delle realtà più vicine alle situazioni di disagio e bisogno sociale (Caritas Diocesana e Associazioni di Volontariato).
Il CdA é stato modificato nella designazione dei 5 membri. Nello specifico: un membro del Consiglio deve essere eletto dal presidente della Regione Molise; uno dal comune di Venafro e uno dal Vescovo della diocesi di Isernia Venafro, mentre ulteriori due membri saranno nominati dal Cda uscenti al suo interno.
Il risultato è che i due membri verrebbero sostituiti ed eletti dai membri del Cda uscente che nominando propri delfini, potrebbero continuare ad avere il loro controllo sulla fondazione.
Sempre nella lettura di tale variazione statutaria si evince l’auto proroga del Cda” per un altro mandato (altri 6 anni) quindi di comune accordo i 4 firmatari hanno convenuto: cambio statuto e mi prorogò il mandato.
L’INCIUCIO
Dietro tale rogito notarile si celerebbero solo interessi privati e potere. La Pia Unione, infatti, dispone di un patrimonio liquido di oltre tre milioni di euro e immobili per decine di milioni di euro, oltre alle proprietà e alla gestione di diversi luoghi di culto quali la chiesa di San Sebastiano e dell’Annunziata, di immenso valore.
Gestire direttamente, potendo eleggere a fine mandato i propri personaggi di gradimento – possiamo immaginare – i membri del Cda, avrebbero ottenuto il controllo su un ricco patrimonio ed eventualmente lo avrebbero indirizzato nelle specifiche esigenze privatistiche se non politiche all’occorrenza.
GLI INTERVENTI
In seguito alla diffusione della notizia sul nostro quotidiano on-line è scaturita un’istanza di autotutela inviata dal sindaco di Venafro al Presidente della Giunta Regionale il 4 febbraio c.m. per richiedere l’annullamento della deliberazione del CdA della Fondazione, di approvazione delle modifiche statutarie con richiesta di accesso agli atti.
Il presidente della Regione Molise Paolo Di Laura Frattura il 6 febbraio c.m. firma il Decreto di sospensiva delle modifiche statutarie effettuate dal CdA della Pia Unione di Venafro.
Tale provvedimento blocca il decreto n. 124 del 26.11.2014 pubblicato sul B.U.R.M. del 16.12.2014 che riguarda proprio le modifiche dello statuto della Fondazione. La sospensiva ha efficacia per 90 giorni in attesa di approfondimenti sulla questione.
COSA PUO’ AVVENIRE TECNICAMENTE?
Il 14 febbraio c.m. scade il termine ultimo dei 60 giorni dalla pubblicazione da parte della Regione Molise sul B.U.R.M. della citata variazione statutaria per ricorrere al tribunale amministrativo regionale.
Ad avere pieno diritto ad impugnare un ricorso sono gli esclusi tra cui la Caritas Diocesana, che potrebbe far valere il proprio ruolo di presenza all’interno del CdA della Fondazione e chiedere l’annullamento del rogito notarile di variazione.
Tecnicamente anche la Regione Molise potrebbe intervenire e revocare la variazione statutaria della Pia Unione, in riferimento all’Art. 5 del regolamento regionale n° 12/2002 e ai sensi dell’Art. 25 del Codice Civile che dispone:
“ L’autorità governativa esercita il controllo e la vigilanza sull’amministrazione delle fondazioni; provvede alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei rappresentanti, quando le disposizioni contenute nell’atto di fondazione non possono attuarsi; annulla, sentiti gli amministratori, con provvedimento definitivo, le deliberazioni contrarie a norme imperative, all’atto di fondazione, all’ordine pubblico o al buon costume [23 co. 4]; può sciogliere l’amministrazione e nominare un commissario straordinario, qualora gli amministratori non agiscano in conformità dello statuto o dello scopo della fondazione o della legge.
L’annullamento della deliberazione [23] non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione medesima [1445].
Le azioni contro gli amministratori per fatti riguardanti la loro responsabilità devono essere autorizzate dall’autorità governativa e sono esercitate dal commissario straordinario, dai liquidatori o dai nuovi amministratori [18, 22]”.
In questo contesto il presidente della Regione Molise Frattura può intervenire con un annullamento del rogito notarile, in quanto tale variazione statutaria cozza con i principi originari della Pia Unione. Tale intervento come accennato, anche per la Regione ha efficacia se effettuato entro la data citata del prossimo 14 febbraio 2015.
Pietro Tonti































