Avevamo gridato ieri al presunto scandalo che poteva riguardare la Pia Unione di Venafro per la variazione statutaria che avrebbe escluso la Caritas Diocesana e le Associazioni di Volontariato dalla possibilità di eleggere due rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione della fondazione benefica. Oggi diamo conferma che lo scandalo c’è ed è vero.
Consultando i documenti abbiamo appurato che con rogito notarile datato 18 settembre 2014 e pubblicato sul Burm della Regione Molise in data 16 dicembre 2014, il Cda della Pia Unione SS. Annunziata di Venafro ha modificato lo Statuto, una modifica che cela delle autoreferenzialità e delle inconcepibili esclusioni.
Veniamo ai fatti.
Il Consiglio di amministrazione della Pia Unione di Venafro con 4 componenti, incluso il Presidente nelle persone di:
Presidente Avv. Maria di Lauro: Membri del Consiglio di amministrazione: Renella Giuseppe, Mancini Angela Nanella e Buono Antonio, hanno sottoscritto il documento di variazione statutaria davanti al notaio.
Il Cda é stato modificato nella designazione dei 5 membri.
Nello specifico: un membro del Consiglio deve essere eletto dal presidente della Regione Molise; uno dal comune di Venafro e uno dal Vescovo della diocesi di Isernia Venafro, mentre ulteriori due membri saranno nominati dal Cda uscenti al suo interno.
Lo scandalo risiede proprio in questa variazione.
In base alla precedente previsione statutaria cosa è cambiato?
Lo Statuto della Pia Unione prevedeva che oltre ai componenti designati dal presidente della Regione Molise, dal comune di Venafro e dal Vescovo della Diocesi di Isernia Venafro, uno fosse designato dal direttore della Caritas Diocesana di Isernia / Venafro e una dalle Associazioni di Volontariato. Per effetto di tali modifiche statutarie si andrebbero ad eliminare proprio i componenti designati in rappresentanza delle realtà più vicine alle situazioni di disagio e bisogno sociale (Caritas Diocesana e Associazioni di Volontariato).
Il risultato è che i due membri verrebbero sostituiti ed eletti dai membri del Cda uscente che nominando propri delfini, potrebbero continuare ad avere il loro controllo sulla fondazione.
Sempre nella lettura di tale variazione statutaria si evince l’auto proroga del Cda” per un altro mandato (altri 6 anni) quindi di comune accordo, i 4 firmatari hanno convenuto: cambiamo lo Statuto e proroghiamoci il mandato.
Intanto sull’articolo di ieri, qualche cittadino venafrano si è chiesto che fine abbia fatto la Pia Unione nel cercare di risolvere la situazione a Paola e Pasquale i cosiddetti “Baraccati” di Venafro, da mesi e mesi senza un tetto, costretti a vivere in una jbaracca di zinco, e a cui solo l’intervento del Camper Club Molise ha risolto parzialmente la loro situazione regalandogli una roulotte?
Se le finalità del Consiglio di Amministrazione non navigano nella direzione della solidarietà e degli aiuti ai bisognosi, quali altri scopi sei celano nella Pia Unione?
Rimandiamo le risposte nell’approfondimento di domani.
Reporter One































