Il piano che si articola su tre livelli partendo dal controllo del territorio e all’attività investigativa in Calabria, dove più forte è il radicamento ma che ha una forza di penetrazione nel resto del Paese e anche internazionale, punta a sfruttare a pieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.
E’ il capo della Polizia a spiegare nel dettaglio come funzionano questi nuovi strumenti, in particolare, il Sistema di Georeferenziazione dei reati che dà informazioni qualitative e quantitative per le indagini di polizia giudiziaria oltre allo studio delle caratteristiche dei fenomeni criminali sul territorio. Ma anche il Ma.Cr.O. (Mappa Criminalità Organizzata) un supporto investigativo che mappa i soggetti e le organizzazioni criminali di tipo mafioso, italiane e straniere, presenti sul territorio.
Il ministro Alfano ha fornito i dati riferiti proprio alla Calabria: nel sistema Macro, infatti, sono attualmente censiti, da atti ufficiali, 160 organizzazioni che contano ben 4389 affiliati. Per questo, secondo il ministro, «non bisogna dare tregua» alla ‘ndrangheta e tutte le risorse in campo devono essere utilizzate. Dall’attività delle prefetture che hanno potenziato i controlli sui cantieri per evitare e contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti e nei lavori alle attività investigative dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato.
Le attività criminose partono, ha spiegato il ministro, dalla Calabria per arrivare in alcune regioni, principalmente Lazio, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte per diffondersi anche in ambito internazionale. Per questo sono stati creati cinque hub (centrali logistiche e organizzative) a Parigi, Bucarest, Brasilia, New York e Teheran da cui coordinare il contrasto a livello internazionale. Una vera e propria rete di esperti per la sicurezza all’estero con cinquanta uffici per la ricerca di latitanti e l’individuazione di attività economiche criminali.
Alfano ha annunciato anche la firma di una direttiva ai prefetti delle province calabresi che dà mandato di realizzare questo piano strategico mirato: «un modo efficace e concreto di lotta alla criminalità organizzata». Le prefetture rappresentano, ha sottolineato il ministro, un punto di snodo nella fase di contrasto in una squadra-Stato, composta da Forze dell’ordine, prefetture e magistratura, in grado di giocare compatta».
Il ministro ha, inoltre, ricordato come la legge di Stabilità abbia incrementato le risorse per la sicurezza di 700 milioni di euro e garantito uno sblocco della regola del turn over al 55%.
Tra i punti che dovranno essere sviluppati nel prossimo futuro, Alfano ha evidenziato la necessità di una nuova governance per l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati che deve gestire ormai un patrimonio di oltre 10000 beni immobili e aziende. Queste, in particolare, devono essere messe in condizione di rimanere sul mercato per non lasciare la sensazione che il passaggio alla legalità possa rappresentare una perdita di posti di lavoro.































