di Giovanni Minicozzi

Proteste e polemiche contro il piano operativo sottoscritto dal commissario Donato Toma, piano che penalizza ulteriormente il servizio sanitario molisano. Comitati e movimenti annunciano eclatanti proteste per chiedere modifiche sostanziali al programma operativo che scade il prossimo 31 dicembre ma sarà  valido fino alla stesura del piano 2022/2024.

Le manifestazioni di protesta inizieranno mercoledì 22 settembre alle ore 10 con un presidio nel piazzale dell’ospedale Veneziale di Isernia particolarmente “taglieggiato” dal piano Toma. La protesta è stata programmata dal movimento denominato “Cacciamoli”  guidato da Emilio Izzo. Il 30 settembre, invece, poderosa  protesta a Campobasso organizzata dal Forum per la sanità pubblica di qualità per chiedere l’abrogazione del piano.

Al momento non è dato sapere se i sindacati Cgil Cisl Uil e autonomi – estremamente critici sul pos – aderiranno alle manifestazioni programmate dai comitati o se organizzeranno autonomamente altre tipologie di proteste. Nel bel mezzo dei due avvenimenti si terrà lunedì 27 settembre il consiglio regionale monotematico sul nuovo pos voluto dalle minoranze del M5S e del Pd che chiedono modifiche sostanziali e una larga consultazione con i  soggetti interessati.

Estremamente critico anche l’ex presidente della Regione Michele Iorio il quale ipotizza addurittura una mozione di sfiducia contro Toma ma è prevedibile che lo stesso Toma potrebbe votare tutti i documenti che puntano alla modifica del pos  senza dare po alcun seguito concreto. A dire il vero il malcontento serpeggia anche in alcuni esponenti della maggioranza che hanno sempre sostenuto – anche sulle scelte imbarazzanti – il presidente della Regione.

Secondo i bene informati sarebbero almeno tre i consiglieri di maggioranza, Gianluca Cefaratti in primis, che non avrebbero gradito la firma del commissario Toma in calce a un pos che, di fatto, cancella il diritto alla salute dei molisani. Sul piede di guerra, infine, anche le strutture private accreditate che temono una riduzione delle loro attività a vantaggio degli ospedali di altre regioni che appalteranno diverse specialità che vanno  dall’ictus emorragico alla cura dei politraumatizzati.

Naturalmente l’applicazione pratica del nuovo piano determinerà l’esplosione della mobilità passiva che i molisani dovranno pagare a scapito del rientro dal deficit sanitario.

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