di Redazione
Le risorse per la Gigafactory restino sul territorio per garantire nuovi prodotti.
La FIOM TERRITORIALE MOLISE tramite il suo Responsabile Automotive, Alfredo Fegatelli, «esprime forte preoccupazione all’indomani della presentazione del piano strategico “FaSTLAne 2030” da parte del CEO di Stellantis, Antonio Filosa. I numeri illustrati a livello europeo delineano una drastica riduzione della capacità produttiva installata di 800 mila veicoli (passando da 4,65 a 3,85 milioni all’anno), un taglio che rischia di gravare pesantemente sugli ammortizzatori sociali dei lavoratori. Per lo stabilimento di Termoli, sebbene il piano confermi la continuità dei motori termici Euro 7 (GSE/FireFly) e l’arrivo di nuovi cambi (eDCT), resta del tutto irrisolto il problema della saturazione occupazionale e produttiva nel medio-lungo termine. Preso atto che il progetto della Gigafactory è attualmente chiuso, la FIOM TERRITORIALE MOLISE rivendica con forza un principio imprescindibile: tutti gli investimenti pubblici e privati originariamente previsti e stanziati per la Gigafactory devono essere tassativamente mantenuti e destinati a Termoli. Queste risorse economiche non possono sparire o essere dirottate altrove; devono invece essere impiegate sul nostro territorio per finanziare e garantire l’assegnazione di nuovi prodotti industriali in grado di assicurare il futuro del sito.Mentre gli annunci di nuovi modelli elettrificati si concentrano in altri poli (come il progetto E-Car a Pomigliano), non si può accettare che il Molise venga privato del suo pilastro tecnologico ed economico senza alcuna alternativa reale. La Gigafactory è definitivamente bloccata, ma i soldi promessi a questo territorio devono restare qui. Pretendiamo che gli investimenti pubblici e privati vengano riconvertiti immediatamente per portare nuove produzioni e nuovi prodotti a Termoli, senza escludere una riapertura della discussione sulla possibilità di realizzare una Gigafactory. La FIOM TERRITORIALE MOLISE ritiene pertanto insufficiente l’attuale impianto strategico. Diventa ora fondamentale e urgente l’apertura di un tavolo di confronto specifico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per tutelare i livelli occupazionali, vincolare le risorse economiche alla nostra regione.»





























