di Redazione
“Una firma in Prefettura per un impianto di videosorveglianza da posizionare sul territorio molisano. Decreti sicurezza che mettono a rischio il diritto di sciopero, che chiedono il permesso di soggiorno a un immigrato per comprare una scheda sim. Questo e altro di cui andremo a parlare rappresenta, questa mattina, la visita a Campobasso del Ministro dell’Interno, Piantedosi. Dalla Prefettura subito all’ Unimol per partecipare all’inaugurazione dell’ anno accademico. La modalità di protesta è la seguente: oltre a disertare gli appuntamenti dove sarà presente Piantedosi, non forniremo alcuna notizia in merito – afferma il Direttore di controvento.online, Viiana Pizzi. Nemmeno la lavorazione di un lancio di agenzia. Una scelta per dire a Piantedosi che ci occorre sicurezza. Ma non quella della videosorveglianza. Non vogliamo che il nostro territorio diventi un grande fratello. Non vogliamo perdere il diritto di manifestare e vogliamo che gli immigrati possano vivere nella nostra Nazione in maniera dignitosa. Vogliamo invece, come ha detto anche la Cgil in piazza a Campobasso alla manifestazioni per la tutela del potere d’ acquisto di pensioni e lavoro povero, la sicurezza sui luoghi di lavoro, vogliamo ad esempio che la violenza non venga considerata un episodio da controllare solo all’ esterno delle case. Vogliamo che le donne, ad esempio, vengano tutelate nelle case e negli ambienti di lavoro. Non basta la videosorveglianza sul territorio per evitare questo tipo di reati. Per questo non saremo davanti alla Prefettura e per questo non saremo nemmeno all’università. Vogliamo però ricordare cosa contengono le leggi liberticide contro le quali protestiamo. La camera ha approvato (a larghissima maggioranza) il Ddl 1660, col quale si istituisce in Italia lo stato di polizia. Il blocco stradale e quindi gli scioperi diventano reato penale con condanne fino a 2 anni di carcere; le proteste in carcere o nei Cpr possono essere punite col carcere fino a 20 anni; idem per chi protesta contro le grandi opere; Anche la “propaganda” delle lotte è punibile fino a 6 anni, essendo considerata “terrorismo della parola”; carcere fino a 7 anni per chi occupa una casa sfitta o solidarizza con le occupazioni; fino a 15 anni per resistenza attiva; fino a 4 anni per resistenza passiva (nuovo reato, ribattezzato “anti-Ghandi”).
Facoltà per forze dell’ordine di detenere una seconda arma personale al di fuori di quella di ordinanza e al di fuori del servizio.
Carcere immediato anche per le madri incinte o con figli di età inferiore a un anno.
Dulcis in fundo, si vieta agli immigrati senza permesso di soggiorno finanche l’uso del cellulare, vincolando l’acquisto della SIM al possesso del permesso.
Tutto con il silenzio complice delle cd “opposizioni”, le quali al di là di un voto contrario, puramente di bandiera, non hanno mosso un dito per contrastare realmente le nuove leggi “fascistissime”, peggiorative rispetto allo stesso codice Rocco.
Basti pensare che su circa 160 parlamentari, al momento del voto a Montecitorio il cd “opposizione” ne aveva in aula soltanto 91. L’ennesima riprova – conclude il Direttore Pizzi -di come, al di la di qualche sfumatura, nella sostanza siano tutti uniti nella direzione di un inasprimento dei dispositivi repressivi, funzionale alla guerra e all’economia di guerra, cioè di fatto all’introduzione di una vera e propria legge marziale!
Ora la parola passa al Senato, il quale sicuramente approverà in tempi brevi questa ignobile ed infame legge.”
fonte: controvento.online
https://www.controvento.online/piantedosi-a-campobasso-ecco-perche-non-ci-saremo/






























