di T.A.
PIETRO ORLANDI TRA SILENZI, IPOTESI, PISTE E PRESUNTE CERTEZZE SULLA SORTE DELLA SORELLA EMANUELA. L’UOMO HA PARLATO ALLA LIBERTY DI VENAFRO SU INVITO DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ DELLA REGIONE MOLISE ED ESPONENTI LOCALI DELLO STESSO ORGANISMO.
Liberty di Venafro gremita di studenti delle superiori cittadine e Pietro Orlandi, invitato dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Molise e da esponenti locali dello stesso organismo, a parlare volentieri della sorella Emanuela, la cittadina 15enne del Vaticano (dove tuttora vive la madre) scomparsa il 22 giugno del 1983 e non più ritrovata. Ore a rivangare la tristissima ed assai intrigata vicenda della giovane romana che tanto scosse e continua ad interessare l’opinione pubblica italiana, che vorrebbe tanto conoscere la verità che però continua a sfuggire a tutto ed a tutti. E in siffatta impresa, ossia la conoscenza della verità e del destino della ragazza, si è letteralmente tuffato da anni il fratello Pietro, facendone la ragione della propria vita. Lo si è ampiamente capito anche alla Liberty di Venafro, con l’auditorio studentesco preso dalla narrazione e dal racconto di Pietro Orlandi, diviso tra ipotesi, piste, silenzi, presunte certezze, ipotetiche responsabilità e possibili depistaggi. Ha detto e non detto -il nostro- ora puntando l’indice, ora addolcendo gli strali ed ora solo ipotizzando, ma non mancando di sottolineare quanto all’epoca fatto e non fatto da istituzioni, Vaticano, politica italiana del tempo ed altri ancora. Tra le tante suggestive e particolari informazioni portate da Pietro Orlandi in Molise da citare il riferimento alla pista di Londra, la capitale inglese che all’epoca si ritenne potesse conservare le tracce di Emanuela. Anche in questo caso però solo ipotesi e supposizioni, mentre di Emanuela si continuava a non avere informazioni precise, veritiere ed affidabili, soprattutto a non trovarla. Così come la pista dell’ipotetico intrigo internazionale, misto di affermazioni, concetti e supposizioni. Tante infatti -ha lasciato capire Pietro Orlandi nella propria esposizione alla Liberty- le reticenze e i silenzi, mentre dal Vaticano non arrivavano informazioni di sorta, piuttosto prevalevano le bocche cucite. In buona sostanza “carota e bastone” da parte di Pietro Orlandi che continua a battersi per scoprire verità e destino della sorella, senza però addivenire ad alcunché. E col tempo che trascorre ogni tentativo diventa via via più difficile.































