Nostalgici del vecchio governo Iorio si sono ritrovati presso l’hotel Europa di Isernia per essere vicini al loro beniamino di tanti anni di governo regionale, l’allora potente ed egemone Michele Iorio.

Per oltre un ventennio nel Molise non si è mossa foglia senza il beneplacito dell’ex presidente, che non ci sta’ ad avere un ruolo minoritario in regione.iorio-big1

 

Emulando Berlusconi, ma come egli ha affermato ai nostri microfoni: “io sono più giovane”, ha lanciato un nuovo soggetto politico attraverso la costituzione di un’associazione politico- culturale.

Due cose forse diametralmente opposte, che cozzano vistosamente, due rette parallele che non convergono mai la politica e la cultura, ma che si ritrovano in questa unione di centristi e forzisti senza bandiera delusi da Berlusconi che vorrebbero spedire a casa il presidente Frattura e tutta la giunta regionale, tentare quindi, di riconquistare la vetta del potere a cui tanto erano affezionati.

La folla che ha da sempre accompagnato un eccellente oratore, navigato esperto delle problematiche molisane, si è celebrato, come da tempo non riusciva, da quando il 70% della popolazione molisana alle urne aveva scelto Frattura presidente.

Sindaci e personalità che vorrebbero la testa della sinistradestracentrale coalizzata “illo tempore” per vincere le elezioni, non ci stanno ad avere un ruolo oppositivo e vorrebbero tornare con il condottiero Iorio a rimarcare le gesta di tanti anni di conduzione all’insegna  della  pioggia di milioni che giungevano e si spendevano  allegramente per finanziare ricerche su patate turchesche e impollinazione di api; per avere una sanità scoppiata e aziende con migliaia di dipendenti pagati senza produrre nulla.

Voragini e voragini ereditate dall’attuale governo che difficilmente con una legislatura si potranno sanare, nonostante gli sforzi.

Il bravo oratore, armato di linguaggio forbito ha saputo in soliloquio filologico esemplare, accusare il governo Frattura di mala gestione, ed esaltare la platea di quell’elettorato a cui si è sempre rivolto, ma che non è stato sufficiente al grande politico navigato per essere rieletto presidente.

Iorio quindi ci riprova, in attesa che Frattura possa essere condotto in rottamazione, lancia il dardo del nuovo. Un nuovo soggetto rappresentato da vecchissime figure. L’anti largo ai giovani che non emergeranno mai di questo passo in una regione che forse nella prossima legislatura sarà accorpata ad una macro regione per legge.

Iorio con il suo feudo ereditato da anni di governo è pronto, seduto sulla riva del fiume, e come un cinese aspetta che passi il morto per vendicarsi della sconfitta subita.

Saranno i molisani ancora pronti a giudicarlo un cavallo vincente e dargli fiducia in una eventuale campagna elettorale per la presidenza della regione?

Difficile possa accadere, troppe rovine sul cammino dell’amministrare anche se in questa strana landa desolata chiamata Molise spesso accade tutto e il contrario di tutto.

Pietro Tonti

 

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