Il caldo torrido non ha fermato la partecipazione. A Prata Sannita, presso Slargo Porta Lete, il convegno dedicato all’abusivismo edilizio ha richiamato un pubblico numeroso e attento, segno che il tema, pur complesso e spesso difficile da affrontare, tocca da vicino cittadini, tecnici, amministratori e operatori del diritto.

L’incontro, dal titolo “Edifici da demolire e case da salvare: dal vincolo alla sanatoria, gli obblighi e le responsabilità degli enti locali”, si è trasformato in un momento di confronto concreto su una materia che incide direttamente sulla gestione del territorio e sulla vita delle comunità locali.

A dare spessore e direzione all’iniziativa è stata soprattutto la dott.ssa Costanza Cappelli, Magistrato Referendario presso il T.A.R. Lombardia, sede di Brescia, già Magistrato Ordinario presso il Tribunale di Isernia. La sua presenza ha dato al convegno un’impronta chiara: affrontare l’abusivismo edilizio non solo come violazione della norma, ma come questione che intreccia legalità, tutela del paesaggio, responsabilità degli enti locali, sicurezza del territorio e diritti dei cittadini.

Il merito dell’iniziativa è stato proprio quello di portare un tema tecnico fuori dal linguaggio per soli addetti ai lavori, rendendolo comprensibile senza banalizzarlo. In questo senso, la dott.ssa Cappelli ha saputo costruire un’occasione di approfondimento seria, equilibrata e vicina ai problemi reali dei territori, dove il confine tra demolizione, sanatoria, vincoli e responsabilità amministrative richiede conoscenza, prudenza e senso delle istituzioni.

Accanto a lei, il confronto è stato arricchito dal contributo di relatori provenienti da ambiti diversi. Sono intervenuti l’avv. Emanuela Paliferro, avvocato del Foro di Isernia e Presidente della Sezione Aiga di Isernia “Antonio Di Rollo”, il Maresciallo Nicola Passarella, Comandante del Nucleo Carabinieri Forestale di Alife, il geom. Massimo D’Andrea, componente della I e II Commissione Sismica di Capriati a Volturno e Comuni riuniti, e l’arch. Vincenzo Maiello, Consulente Tecnico della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli.

A moderare i lavori è stata l’avv. Noemi De Sanctis, avvocato del Foro di Isernia, che ha accompagnato gli interventi con ordine e misura, favorendo un dialogo chiaro anche sui passaggi più complessi.

L’incontro si è svolto in un clima di collaborazione istituzionale, con il saluto dell’amministrazione comunale e con una partecipazione attenta da parte della comunità locale.

Nel corso della serata sono stati affrontati alcuni dei nodi più delicati del governo del territorio: la pianificazione urbanistica, le lottizzazioni abusive, le costruzioni in aree sottoposte a vincolo idrogeologico, i profili penali, le sanzioni amministrative e le procedure di sanatoria.

Uno spazio significativo è stato dedicato anche all’evoluzione dell’articolo 36 del D.P.R. 380 del 2001 e alle novità introdotte dal cosiddetto Decreto Salva Casa. Un argomento di stretta attualità per i professionisti e per gli uffici tecnici comunali, ma anche per tanti cittadini che si trovano a dover comprendere se e in quali limiti una situazione edilizia possa essere regolarizzata.

Il valore del convegno è emerso proprio dalla pluralità degli sguardi. La materia è stata affrontata dal punto di vista giuridico amministrativo, penale, tecnico edilizio, ambientale e operativo, senza perdere il filo centrale dell’iniziativa: spiegare che il territorio si governa con regole chiare, responsabilità condivise e capacità di distinguere caso per caso.

Prata Sannita ha ospitato una serata importante, non solo per la qualità degli interventi, ma per il messaggio che ne è uscito. Parlare di abusivismo edilizio non significa soltanto parlare di abusi, sanzioni o demolizioni. Significa parlare di sicurezza, legalità, tutela del paesaggio, futuro dei piccoli comuni e rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

In questo senso, l’iniziativa promossa dalla dott.ssa Costanza Cappelli ha avuto il merito di aprire un confronto serio, composto e necessario. Un confronto che meriterebbe di essere riproposto anche in altri territori, perché su temi così delicati la conoscenza resta il primo strumento per evitare semplificazioni, errori e contrapposizioni inutili.

 

Redazione

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