di Francesca Rocchio, Ph.D.

Tanto quanto febbraio è il mese di Sanremo e degli Oscar del Cinema, ottobre è il mese dei premi Nobel e quindi il momento per soffermarci un attimo sulle scoperte più importanti dei nostri tempi ed i loro protagonisti che, in fondo, sono esseri umani come noi.

Da Doris Lessing, Nobel per la Letteratura del 2007, che esclamò basita un “Oh Christ!” quando venne a conoscenza di aver ricevuto il premio, passando per Kary Mullis, Nobel per la Chimica nel 1993, inventore della PCR (Reazione a Catena della Polimerasi), uno degli strumenti che ha totalmente rivoluzionato la biologia molecolare (e gli episodi di C.S.I. Las Vegas), il quale vinse il premio dopo aver lasciato la scienza ed aver gestito una panetteria per due anni, fino ad arrivare a Sir Peter J. Ratcliffe, Nobel per la Fisiologia e la Medicina di quest’anno.

Ratcliffe vince il premio grazie ai suoi studi su come le cellule riescono a captare ed a reagire ai cambiamenti di ossigeno, meccanismo che la Commissione svedese ha dichiarato come “uno dei più essenziali processi adattativi della vita”. La scoperta non è solo importante perché descrive come gli organismi riescono a rispondere all’ambiente esterno, ma anche perché apre una finestra su nuove prospettive terapeutiche, soprattutto in campo oncologico.

Eppure nel 1992 Ratcliffe si vide rifiutare da Nature (una delle testate giornaliste più importanti nel campo della Scienza e della Tecnica) proprio uno dei suoi primi lavori sul tema. La lettera di rifiuto del giornale recita “…il Revisore numero 2 non è convinto che la scoperta rappresenti un sufficiente progresso nella comprensione dei meccanismi genetici alla base dell’ipossia (carenza di ossigeno) per giustificare la pubblicazione del lavoro su Nature.”

Sarà che capire la potenzialità di uno studio non è sempre facile, nemmeno per un collega che lavora nello stesso ambito, ma a suo modo anche “Revisore numero 2” si è ritagliato un suo piccolo spazio nella Storia… delle previsioni comicamente sballate.

Ringraziando il mitico “Revisore numero 2” per la sua importante lezione di vita, ricordiamoci che per portare a casa risultati straordinari bisogna aggrapparsi unghie e denti alla propria vocazione e prendere il buono anche dai duri fallimenti (dopo una sana dose di imprecazioni!).

Qualche approfondimento per i più curiosi:

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