di Tonino Atella

Non è un gran bel momento, è fuori dubbio, per l’Unilever di Pozzilli e i suoi lavoratori. L’azienda, la più consistente sotto il profilo occupazionale nel nucleo industriale del Molise dell’ovest e che realizza prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa, dal 10 gennaio scorso ha posto in cassa integrazione le proprie maestranze con l’intesa di anticipare loro il 90% dello stipendio. “Gli accordi però non vengono rispettati -puntualizzano i lavoratori Unilever- perché ad oggi ci é stata corrisposta solo una modesta integrazione, per l’esattezza 500 euro, ossia pochissimo per non dire una miseria ! Le organizzazioni sindacali di noi dipendenti Unilever hanno chiesto un incontro con la direzione aziendale, ma il vertice continua a slittare”. Sussistono altri motivi di preoccupazioni, oltre a quelli economici ? “Certamente -aggiungono i lavoratori Unilever- e riguardano in generale la situazione del complesso produttivo di Pozzilli e della sua riconversione in  stabilimento per il riciclaggio della plastica. Anche in questo caso però non ci sono incontri e novità positive, il che ci preoccupa tantissimo”. Una richiesta attraverso i media da avanzare a direzione e proprietà Unilever ? “Entrambe le questioni citate, ossia il pagamento della cassa integrazione ed il futuro dell’azienda, -spiegano i dipendenti- sono per noi prioritarie. Chiediamo chiarezza sul futuro aziendale e di ricevere le nostre spettanze, vale a dire diritti minimi ma irrinunciabili. Confidiamo perciò nel senso di responsabilità di quanti sono preposti nello specifico”.

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