di Redazione politica
Proroga del commissariamento delle Comunità Montane. E’ questa l’altra partita politica che si gioca in Aula questo anomalo centro-destra dove sono in molti a preparare il risalto a sinistra. Nella variazione di bilancio al centro del dibattito sono finiti argomenti di ordine politico puro: il commissariamento degli enti montani.
Sono quattro i commissari: Giovancarmine Mancini uomo vicino all’assessore Pallante, Carlo Perrella figlio della lady di ferro del Molise Angelina Fusco Perrella vicinissima a Toma, Pompilio Sciulli candidato nella lista Forza Italia nel 2018 e Domenico Marinelli già alla guida dell’ente montano con Frattura presidente. Donato Toma vuole farli restare in carica per un altro anno.
Il niet arriva dal presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone che, insieme all’amico Di Lucente, preparano l’assalto: un ordine del giorno con cui si impegna il presidente della Regione Molise ha mettere in campo tutti gli strumenti per chiudere il commissariamento fra tre mesi. Cioè il 31 marzo 2021. Toma prova a prendere tempo, forse per trovare qualche sistemazione al più protetto? Perché trovare spazio per quattro è davvero molto difficile. Micone non infierisce nonostante i numeri siano dalla sua parte. Concede tempo: l’ordine del giorno viene discusso dopo la variazione del bilancio ma chiede l’appello nominale.
Secondo il consigliere Iorio ci vorrebbe una legge ad hoc per risolvere la questione citando la proverbiale affermazione senatores boni viri, senatus autem mala bestia lasciando intendere che forse la maggioranza, capeggiata da Micone, sta portando avanti una proposta di cui Toma non era a conoscenza. Tesi condivisa dallo stesso presidente della Regione Molise che ammette: “Se è così vuol dire che la maggioranza si riunisce a mia insaputa – dichiarando indispensabile che – il consiglio faccia al più presto una norma”. Condivide la chiusura del commissariamento, al più presto, anche Andrea Greco che, di fronte all’ordine del giorno, parla di “imbarazzo pieno della maggioranza”.
Fioccano critiche dal consigliere Di Lucente che si complimenta con l’avvocato Mancini ma prende le distanze dal figlio della Fusco Perrella contro il quale anche Micone vuol togliersi qualche sassolino vista la competizione alle ultime comunali di Bojano dove Micone appunto si era candidato consigliere mentre il gruppo Fusco Perrella ha appoggiato la lista vincitrice per la quale simpatizzava anche Donato Toma.
Quintino Pallante, non smentendo il suo rapporto di contrapposizione al gruppo politico Fusco Perrella, concorda con il giudizio di Di Lucente sui commissari e sollecita lo stesso a fare un lavoro celere, come presidente di Commissione, a licenziare una proposta di legge per risolvere la questione. La proposta passa. Votano “no” solo D’Egidio, Fanelli e Facciolla.
Anche Toma, ormai all’angolo, decide di accettare di votare a favore. Ora non rimane che aspettare, da oggi a marzo, la presentazione e l’approvazione di una proposta di legge.






























