MOBILITAZIONE PROVINCE DEL MOLISE. DOCUMENTO DELLE ASSEMBLEE TENUTESI NELLE SALE CONSILIARI PROVINCIALI DI CAMPOBASSO E ISERNIA DALLE ORE 10,00 ALLE ORE 12,00 DEL 19 DICEMBRE 2014.
Le iniziative che le Segreterie della CISL FP, CGIL FP e UIL FPL stanno portando avanti, con notevoli sacrifici da parte di tutti, per contenere i tagli occupazionali nel comparto delle province, hanno già prodotto alcune importanti modifiche al ddL di stabilità 2015:
A
L’individuazione di un termine preciso, il 31/12/2016, dal quale far decorrere il collocamento in disponibilità, ai sensi dell’art. 33 commi 7 e 8 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per il personale nel caso di mancato completo assorbimento dei soprannumeri e a conclusione del processo di mobilità tra gli enti di cui ai commi da 156-bis a 156-sexies.
Sono due anni che permetteranno di dare piena attuazione alla L. 56/2014 attraverso il riordino delle funzioni non fondamentali presso gli enti subentranti. Quindi la procedura, così come rinovellata dal maxiemendamento, prevede precisi passaggi temporali da qui al 31/12/2016, entro i quali:
1. individuare il personale che rimarrà assegnato agli enti e quello da destinare a procedure di mobilità (entro 90 gg. dall’entrata in vigore della legge di stabilità 2015);
2. stabilire i criteri attraverso i quali definire le procedure di mobilità ai sensi del c. 2 dell’art. 30 del d. lgs. 165/2001 (entro 60 gg. dall’entrata in vigore della legge di stabilità 2015);
3. avviare la ricollocazione del personale in mobilità prioritariamente presso le regioni e gli enti locali e, in subordine, presso le altre amministrazioni dello Stato (dalla data di entrata in vigore della legge e sino al 31/12/2016).
B
Altro aspetto di assoluto rilievo è la previsione espressa che, nelle more della conclusione delle procedure di mobilità (31/12/2016) il personale rimarrà in servizio presso gli enti provinciali e le città metropolitane con possibilità di avvalimento da parte delle regioni e degli enti locali attraverso apposite convenzioni che tengano conto del riordino delle funzioni e con oneri a carico dell’ente utilizzatore. E’ necessario, inoltre, ricordare che per quanto riguarda il trattamento economico i lavoratori, a seguito di quanto convenuto con il protocollo Delrio e previsto dalla legge 56, anche a seguito di mobilità manterranno il trattamento economico, compreso il salario accessorio in godimento presso l’Ente provincia.
C
Rispetto all’originario testo di legge, il percorso di mobilitazione ha anche guadagnato la proroga al 31/12/2018 dei termini originariamente fissati al 31/12/2016 dall’art. 4 commi 6, 8 e 9 del D. L. 101/2013, primi fra tutti quelli per la stabilizzazione del personale provinciale precario che guadagnano così due anni in più. Con il sit-in del 22 dicembre alle ore 15,30 presso la sede della Giunta Regionale di Via Genova a Campobasso, deciso nelle assemblee del personale delle Province, chiediamo risposte :
1. in assenza di completo riordino ai sensi dell’Accordo Stato Regioni del 11/09/2014 e del DPCM del 26/09/2014, l’emendamento al ddL di stabilità 2015 che dispone una riduzione della dotazione organica di città metropolitane e provincie pari, rispettivamente al 30 e al 50 per cento, cui si è aggiunta la limitazione del taglio al 30% per le province con territorio interamente montano e confinanti con Paesi stranieri, provocherà l’esubero e la mobilità di migliaia di lavoratori. Quando sarà completato il trasferimento delle funzioni non fondamentali agli Enti subentranti, con quali competenze verranno esercitate?
2. il taglio delle risorse finanziarie agli Enti locali costituirà certamente impedimento al trasferimento del personale provinciale presso gli Enti subentranti. Tanto più che l’effettiva decorrenza di esercizio delle funzioni da parte di questi ultimi è subordinata alla garanzia di adeguata copertura finanziaria. Qualora le funzioni restino incardinate presso le Province e le Città metropolitane cosa proporrà il Governo per uscire dall’impasse?
3. Dalla data prevista e in assenza di un riordino organico, chi garantirà ai cittadini servizi fondamentali gestiti dal personale precario con contratto in scadenza al 31 dicembre 2014?
4. Come sarà gestita nella nostra Regione Molise la già grave situazione del personale di enti in liquidazione come le Comunità Montane?
Il Sindacato CGIL-CISL-UIL, sulla base dei documenti assembleari del 19 dicembre scorso riportanti le istanze dei lavoratori di ruolo e precari, rilancia la mobilitazione dei lavoratori delle Province contro il rischio di esuberi per circa 200 lavoratori a tempo indeterminato e del licenziamento dei precari e contro i pesanti tagli previsti in Legge di Stabilità. Tagli che mettono a rischio il funzionamento dei servizi di area vasta, dalla sicurezza scolastica alla tutela ambientale, passando per la viabilità e le politiche attive sul lavoro e
CHIEDE
In termini di massima urgenza, la convocazione del tavolo regionale per il riordino degli enti locali, con il coinvolgimento delle Prefetture e dei Parlamentari molisani.
Inoltre in occasione del sit-in di oggi, 22 dicembre in Via Genova a Campobasso si CHIEDE di essere ricevuti dal Presidente della Regione Molise in delegazione composta da tre rappresentanti per ogni sigla sindacale.
CISL-FP = Ettore Cibelli
CGIL-FP = Giuseppe Di Biase
UIL-FPL = Gaetano Barbagallo































