Provincia di Isernia servizio manutenzione viabilità e neve: No alla disastrosa privatizzazione voluta dal presidente e da quattro burocrati, si alla stabilizzazione degli ex cantonieri precari.

In occasione della prossima Assemblea dei Sindaci della provincia di Isernia sul bilancio di previsione 2018/2020, si rivolge un accorato appello a tutti i sindaci che vi parteciperanno affinché:

1)- Esprimano un netto parere contrario alla proposta di bilancio di previsione 2018/2020 poiché essa non prevede la stabilizzazione dei circa 30 operai cantonieri già precari part time, per destinare beffardamente ingenti risorse alla sciagurata privatizzazione del servizio viabilità/piano neve. Vi sono inoltre grossolane incongruità nella proposta bilancio: si omette di calcolare correttamente il margine assunzionale, che è pari a ben oltre le 33 unità part time da noi rivendicate: 16,5 possono stabilizzarsi già con la deroga ai limiti ordinari stabilita dall’art.20 D. Lgs 75/2017, e le rimanenti 16,5 nei limiti ordinari (come da delibera n.38/2016, differenza tra il costo del personale di ruolo programmabile nel 2018 pari € 2.540.383,76 e il tetto di legge per € 3.072.067,98).

2)- Pongano ai voti la nostra proposta di deliberazione (v. allegato) dove sono dimostrate in dettaglio anche tutte le suddette condizioni giuridiche, finanziarie e tecniche, che consentono di procedere a detta stabilizzazione per n.33 unità part time per tale funzione fondamentale e precipua della provincia, destinandovi, a regime, solo il 2% delle entrate (circa 400 mila euro).

L’appello si estende ovviamente a tutti i consiglieri provinciali sul piano del voto.

Questa scelta politica di bilancio proposta, oltre ad essere completamente sballata sotto il profilo tecnico-giuridico-contabile, è soprattutto antisociale ed antioperaia, ed anche oggettivamente disastrosa ed ottusa.

PRIMO: comporta una palese ingiustizia rispetto al dramma sociale per circa 30 famiglie di questi ex operai precari, dopo che, per tanti anni e sino al marzo 2016, tra le intemperie più dure e le assenze di sicurezza, per un paga da fame, hanno garantito un servizio efficiente e con elevata professionalità; con la loro assenza il disastro delle nostre strade provinciali è sotto gli occhi di tutti. Tanto più che prevedono incrementi di altro personale amministrativo o altro precariato di cui l’ente non ha alcun bisogno.

SECONDO: il danno sociale è moltiplicato, poiché con questa sciagurata privatizzazione si avrà, come già dimostrato negli ultimi due anni, un maggiore esborso erariale per l’’IVA ed il guadagno dell’appaltatore, a parte le tipiche opacità delle pratiche di appalto, peraltro a fronte di un servizio di minore qualità professionale e di minor quantità, con ulteriore precariato e supersfruttamento dei lavoratori, e minore occupazione.

TERZO: l’ottusità disastrosa. Tale stabilizzazione comporterebbe più di un beneficio sociale ed economico alla collettività: la Provincia risparmierebbe circa 225 mila euro di risarcimenti per abuso di precariato da condanna giudiziale, in virtù di una transazione che il Comitato Operaio in lotta paventa nella trattativa; la collettività guadagnerebbe un servizio essenziale di maggior qualità e quantità, a minori costi ed a diretta gestione pubblica; si risolverebbe il dramma sociale occupazionale per circa 30 famiglie; si eviterebbe la dispersione di un patrimonio di professionalità su cui la stessa provincia ha già investito.

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