di Redazione

Un bilancio a luci e ombre per il Molise, secondo la 36ª edizione dell’indagine “Qualità della vita 2025” di Il Sole 24 Ore. Anche quest’anno la fotografia tracciata conferma una Italia profondamente spaccata: a dominare la classifica sono soprattutto province del Nord-Est e del Centro-Nord, mentre il Sud — Molise compreso — continua a faticare.

Per Campobasso, tra i risultati positivi, spicca la copertura della rete fissa a banda ultraveloce: un primato che offre un importante segnale in chiave modernizzazione e digitalizzazione. Ci sono anche segnali incoraggianti in alcuni indicatori: secondo le fonti, Campobasso registra miglioramenti nel tasso di natalità, nell’aumento di laureati, nella raccolta differenziata e in alcuni servizi ambientali come piste ciclabili e presenza di librerie. Per Isernia, emergono alcune note positive: la raccolta differenziata migliora, e anche il tasso di natalità e percentuale di laureati è in crescita. Non mancano però le criticità. Per Campobasso l’ “emigrazione ospedaliera” è un dato drammatico: la provincia è 105ª su 107 per questo indicatore, segno di una sanità locale che fatica a trattenere pazienti. Altri settori restano deboli: demografia e società, affari e lavoro, ambiente e servizi, ricchezza e consumi non mostrano progressi convincenti. Isernia, invece, mostra segnali negativi su più fronti: la carenza di Comuni con servizi interamente online per le famiglie (ultimo posto in Italia), problemi nelle infrastrutture ciclabili, debolezza nei servizi ambientali e nei servizi pubblici. La classifica 2025 evidenzia chiaramente che le province migliori restano concentrate nel Nord e Nord-Est: in cima si trovano province come Trento, Bolzano e Udine. Dall’altro lato, molte province del Sud — compresa la Molise — restano nelle ultime posizioni: la distanza, evidente da anni, sembra persistere nonostante alcuni segnali di ripresa nelle aree urbane. Il rapporto 2025 sulla qualità della vita fotografa — ancora una volta — un’Italia divisa fra Nord e Sud. Per Campobasso e Isernia, i progressi ci sono: alcuni indicatori migliorano, e si intravedono piccoli segnali di cambiamento. Ma le lacune restano numerose, soprattutto nei servizi essenziali, nelle infrastrutture e nelle opportunità socio-economiche. Un bilancio a passo lento: per il Molise per invertire davvero la rotta serviranno investimenti seri, politiche strutturali e una visione a lungo termine.

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