Nella città di Isernia, guardando alla classifica del “Sole 24 Ore”, si vivrebbe meglio che a Campobasso. Il capoluogo Pentro si piazza nella classifica della vivibilità 2017 al 78° posto e guadagna una posizione in più rispetto allo scorso anno. Campobasso si piazza invece all’83° posto e rimane stabile rispetto al 2016. Le due province molisane non brillano nella classifica stilata dal “Sole 24 Ore” e rischiano di entrare anche loro nella top ten delle città con la maglia nera se non ci saranno cambiamenti.
La miglior qualità della vita? Si respira in montagna, sulle Alpi. Da Belluno, che si aggiudica la 28a edizione dell’indagine annuale realizzata dal Sole 24 Ore, e passando a zig-zag tra cime e tornanti attraverso Aosta, Sondrio, Bolzano,Trento e Trieste fino ad arrivare a Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte.
I primi sette posti della classifica che misura il benessere, non solo economico, dei territori italiani – miscelando 42 indicatori in sei macro-settori – sono tutti occupati da province alpine. E tutte, escluse Aosta e Trento che perdono qualcosa, sono in miglioramento rispetto al ranking 2016.
In coda alla graduatoria, invece, finiscono soprattutto le aree di Campania e Puglia: ben otto nelle ultime dieci posizioni, con Caserta maglia nera 2017 e Taranto al penultimo posto. Al terz’ultimo c’è Reggio Calabria. A sancire il verdetto è il trend di fondo, che mostra, attraverso i risultati dei singoli indicatori, come il divario tra Nord e Sud del Paese tenda sempre più ad ampliarsi, tanto che per trovare la prima provincia del Sud e Isole bisogna scendere fino al 52° posto di Oristano.
Le aree centro-settentrionali, infatti, non solo ribadiscono i loro primati storici negli indicatori economici (dalla ricchezza al lavoro), ma guadagnano spazio anche nei ranking – come demografia e tempo libero – un tempo appannaggio dei territori del Sud, che alla fin fine riescono a primeggiare in blocco esclusivamente nell’indicatore legato alla diffusione della banda larga.






























