di Antonio Atella
Quell’anno che alcuni a Venafro “ dimenticarono … ” di pagare l’ “ammessa”
Trattasi dell’asta pubblica popolare per avere l’onore e l’onere di mettersi in spalla busto e reliquie dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria nella solenne e partecipatissima processione conclusiva del trittico patronale di metà giugno
Un episodio, il seguente, che racconta la storia recente e particolare di Venafro, con conseguenze altrettanto uniche. Lo si riferisce per dire dei tempi appena trascorsi, in taluni casi decisamente inusuali. Si era nel mese di giugno di diversi decenni addietro e la città festeggiava con la rituale e convinta partecipazione popolare i Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria, ai quali da sempre tutto viene fatto Venafro in segno di millenaria fede popolare. Nel 303 d.C. s’immolarono, i Tre, per l’affermazione del Cristianesimo nell’importante provincia pagana di Venafro dell’antica Roma e i venafrani da allora non dimenticano, venerandoli senza soluzione di continuità. Una vicinanza storica che il tempo rinsalda meravigliosamente di continuo. Una fede popolare immensa e continuativa tutti i giorni dell’anno, che in occasione del trittico celebrativo e festivo del 16, 17 e 18 giugno raggiunge il culmine in quanto a presenze, dedizione ed impegno. Ne sono prova i continuativi sentimenti popolari dei singoli venafrani che per le festività patronali “si fanno in quattro” per ribadire idee e vicinanza agli esempi di vita dei loro Santi Martiri. E al termine di siffatto trittico festivo nessun venafrano vuole mancare alla solenne e partecipata (anche se un pò disordinata, proprio a causa dell’alto numero di partecipanti) processione serale conclusiva del 18 giugno con Busto, Reliquie e Simulacri dei Santi portati in processione tra due ali enormi di folla sino oltre la mezzanotte per gran parte dell’abitato cittadino. Il tutto è preceduto dalla storica e tipica”ammessa”, l’asta pubblica popolare per avere l’onore e l’onere di mettersi in spalla quanto rappresenta e ricorda i Santi Martiri di Venafro. Ci si impegnava un tempo offrendo all’ “ammessa” migliaia di lire, si continua a farlo con gli attuali euro (l’asta 2023 ha registrato un ammontare di poco inferiore ai 10mila euro). Non si bada cioè a spese pur di mettersi in spalla quanto i venafrani venerano, ossia le Reliquie di Santa Daria, la Testa ed il Busto di San Nicandro (di San Marciano la città non possiede alcun simulacro, mancanza a cui qualcuno a Venafro sta pensando di rimediare), portandoli in processione e sino alla mezzanotte per l’intero abitato cittadino. Ma prima, come detto, c’è l’ “ammessa”, l’asta popolare pubblica sul piazzale della Basilica del Patrono, San Nicandro. Un anno però dei decenni trascorsi ’episodio che da allora ha cambiato tanto le cose. Gli aggiudicatari dell’asta, ossia un gruppo di comuni cittadini venafrani dai dieci ai venti componenti dato il peso del Busto del Patrono da portare in precessione per ore dal che l’alto numero dei “portatori” necessari e degli aggiudicatari dell’asta, “dimenticarono” ( … ) di corrispondere l’importo dell’ “ammessa” del 18 giugno nella giornata del 26 luglio successivo, ricorrenza di Sant’Anna. La storica ed abituale data del pagamento dell’asta, ossia il 26 luglio, era stata prescelta per venire incontro agli agricoltori e coltivatori diretti, di solito aggiudicatari dell’ “ammessa” nei tempi andati, consentendo loro di corrispondere il dovuto impegnato a parole il precedente 18 giugno una volta ricavato il denaro sufficiente dai raccolti e dal lavoro dei campi, appunto a fine luglio in piena estate. Un anno però … l’inattesa “dimenticanza” ! Nessuno si presentò il successivo 26 luglio di quell’anno al Comitato Festa del trittico patronale appena tenutosi per versare il denaro dell’ “ammessa” ! I mesi successivi trascorsero in fretta, i “ mast r’ festa “ (quelli del Comitato Festa) restarono inutilmente ad attendere che qualcuno apparisse al loro cospetto col denaro dell’ “ammessa” in mano e il dovuto della storica asta pubblica non venne più versato ! Né subito, né nei mesi successivi, né mai più ! “Cosa e come fare perché la storica tradizione dell’ “ammessa” non subisca interruzioni di sorta e perché la processione del 18 giugno a Venafro continui ad avere regolare svolgimento futuro ?“, si chiesero e rifletterono in tanti in città, sino a pervenire tutti concordemente alla soluzione attuale. “L’importo dell’ “ammessa”, l’asta popolare pubblica per mettersi in spalla Reliquie e Simulacri dei nostri Santi Martiri il 18 giugno a sera, -si sancì con unanime e ben accetta volontà popolare- d’ora innanzi va corrisposto “casch”, con denaro contante e seduta stante sul piazzale della Basilica di San Nicandro, subito dopo che il banditore avrà battuto gli storici tre colpi conclusivi, aggiudicando l’asta a quanti hanno offerto di più e mentre il popolo presente applaude per quanto appena avvenuto. Niente pagamento al mese successivo, ma gli euro impegnati all’asta vanno versati subito e in contanti nelle mani del Comitato Festa per pagare le spese di festeggiamenti e celebrazioni ! Dopodiché la processione può partire !”. E in effetti così avviene da decenni con buona pace ed unanime soddisfazione di tutti. “A mali estremi, estremi rimedi !” e “Tutti vissero felici e contenti !”. Mai detti antichi sono apparsi tanto idonei e propizi !






























